Che l’attuale giunta comunale di Milano non sia mai stata “amica” dell’automobile è un dato di fatto. Come è un dato di fatto che l’automobilista sia interessante per il Sindaco ed i suoi Assessori solo per fare cassa e nel modo più rapido e semplice possibile. Non si spiegherebbero altrimenti tutta una serie di provvedimenti presi negli ultimi mesi come l’espandersi continuo delle strisce blu per i parcheggi a pagamento, soprattutto in prossimità delle stazioni della metropolitana, la creazione della area C e il sostanziale rifiuto di studiarne le possibili modifiche con le categorie interessate (specie quelle degli automobilisti) o la prossima istituzione di nuovi autovelox.
L’auto quindi deve rimanere, nell’immaginario ambientalista ideologico che sta guidando la Giunta, il nemico da combattere in nome di chissà quale motivo e per questo si sono aggiunte due nuove iniziative: la creazione delle “Zone 30” e la costruzione delle nuove piste ciclabili sulla circonvallazione.

Le Zone 30 sono una serie di vie cittadine dove è in vigore il limite di velocità di 30 km/h. L’idea era stata annunciata da tempo dall’Assessore al traffico Pierluigi Maran ed è stata ufficializzata nei giorni scorsi con la fine dei lavori e della posa della cartellonistica con la seguente motivazione: «Le zone 30 rientrano nel più ampio obiettivo dell’Amministrazione di trasformare Milano in una città sostenibile e attenta a tutte le forme di mobilità dolce e con questo tipo di provvedimenti vogliamo creare una mobilità di quartiere più sicura e vicina ai cittadini, che vada incontro alle esigenze di chi ogni giorno vive e si muove in queste strade».
Ovviamente gli automobilisti non sono, per lui, “cittadini” e non hanno esigenze. Quanto alla sicurezza è, una volta di più sotto accusa l’auto e a prescindere.
Il provvedimento coinvolge due aree “Melzo” e “Lazzaretto”. La zona 30 ‘Melzo’ riguarda le vie Frisi, Melzo, Sirtori, Lambro, Mascagni, Malpighi e piazza Otto Novembre (nel tratto di collegamento tra via Pisacane e le vie Labro e Frisi). Per quel che riguarda ‘Lazzaretto’, invece, le vie interessate sono Panfilo Castaldi, Lazzaro Palazzi, Felice Casati (da via Lazzaretto a corso Buenos Aires), Alessandro Tadino (da viale Vittorio Veneto a via San Gregorio), Lecco, Lodovico Settala (da viale Vittorio Veneto a via San Gregorio), largo Bellintani e piazza Oberdan (nel tratto di collegamento tra via Alessandro Tadino e corso Buenos Aires). Guardate su una cartina l’ampiezza dell’area.
Si tratta di due quartieri, per chi non fosse milanese, situati nelle vicinanze di due vie molto trafficate e molto importanti per lo shopping, corso Buenos Aires e viale Tunisia. Quest’ultimo, poi, sarà anche interessato dai lavori di costruzione di due nuove piste ciclabili (una per senso di marcia) il cui costo è come al solito addebitato a tutti i cittadini.
Facile quindi immaginare gli effetti di intasamento e di complicazioni al traffico sulle zone adiacenti visto che l’assessore non ha ancora capito che le congestioni di traffico si formano solo perché c’è qualcosa che lo ferma senza motivo e che il flusso di auto deve scorrere il più velocemente possibile senza intralci che creino situazioni di blocco e di pericolo. Il che, ben inteso, non vuol dire senza regole che, anzi, sarebbe bene che qualche vigile in più sulla strada facesse rispettare con più rigore. A tutti, ciclisti compresi per i quali tutto è lecito.
Parlo, per esempio, dei lavori sempre in corso con cantieri aperti per anni e fatti partire senza alcuna coordinazione, dei semafori non sincronizzati nelle grandi vie o della sosta selvaggia che andrebbe punita più severamente. Senza dimenticarsi anche di un altro aspetto, che se i veicoli si muovono con scorrevolezza consumano meno ed inquinano meno. Ma questo a quanto pare non interessa.
Il secondo aspetto contro la mobilità è la creazione delle piste ciclabili sulla circonvallazione esterna. Di fatto viene tolta una corsia al traffico per fare spazio alle bici su una strada che serve per velocizzare i movimenti dei cittadini visto che non è più possibile attraversare il centro, se non pagando i 5 euro dell’Area C. Anche qui l’effetto ingorgo e paralisi arriverà a breve rendendo ancora più caotico muoversi in ambito urbano; per non dire delle situazioni di pericolo che, inevitabilmente, si creeranno e la colpa sarà dell’auto e non degli amministratori che prendono queste decisioni assurde.
A sproposito viene anche usato come argomentazione quella della sicurezza. Lasciatevelo dire, la sicurezza stradale non si fa in questo modo. Meglio sarebbe riparare le buche che sono diventate un vero incubo per chi si muove e che stanno facendo danni soprattutto ai motociclisti e agli scooteristi. Oppure non disegnando le strisce blu a ridosso di incroci, o addirittura, di passaggi pedonali o in curva. Ma dimenticavo, noi che usiamo l’auto più che altro per lavoro e in una situazione di servizi pubblici carenti, non siamo cittadini…
Per fare infine qualche cifra bisogna anche mettere in conto che le prossime “Zone 30” incideranno sul bilancio comunale per 3 milioni di euro con interventi negli ambiti Figino, Muratori, Paruta, Solari, Colonna, Dergano e Frattini. Mi sbaglio o sono soldi anche degli automobilisti?

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