Si è fatto un gran parlare nei giorni scorsi della nuova norma che modifica alcuni aspetti del libretto di circolazione. Entrata in vigore il 3 novembre, ha scatenato come sempre una (giustificatissima) serie di polemiche e creato grande confusione partendo dal presupposto che, d’ora in avanti, il nominativo della patente di chi guida dovrà corrispondere a quello del libretto dell’auto che sta guidando.

Tutto inizia con l’articolo 94 comma 4-bis del codice della strada (scritto nel 2010) e con l’articolo 274-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 495/1992: «Nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell’intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea di veicoli».

Sette righe di comma che hanno generato una risposta da parte della Motorizzazione di 65 pagine di Circolari e Regolamenti. Provate a leggerli, se avete voglia di capire i danni, la confusione e i costi che possono essere creati da una burocrazia sempre più complicata.

In pratica questa novità ha introdotto l’obbligo di comunicare il nome del guidatore autorizzato per l’aggiornamento dell’Anagrafe Nazionale Veicoli nel caso in cui l’utilizzatore del veicolo sia diverso dal proprietario per un periodo di tempo superiore ai 30 giorni. La comunicazione deve avvenire, all’ufficio della Motorizzazione Civile, entro i 30 giorni successivi all’immatricolazione o del contratto di noleggio e devono essere segnalate tutte le successive variazioni dei dati.

Chi è esente?

Innanzitutto bisogna chiarire che la norma non riguarda i privati e le auto all’interno del nucleo familiare così come non si applica nel caso del prestito ad amici e conoscenti. Restano esclusi anche i soggetti che utilizzano l’auto come mezzo di lavoro come i taxi, gli NCC e gli autotrasportatori.

Chi riguarda?

Rimangono quindi coinvolti nel nuovo obbligo le società di noleggio (sia a lungo termine NLT, sia a breve), le auto in comodato d’uso, quelle di proprietà di minorenni e di soggetti incapaci di intendere e, incredibilmente, le auto della Polizia Locale.

Complicazioni anche per le aziende con vetture in comodato gratuito ai dipendenti e con flotte di rappresentanza, che devono comunque registrare il nominativo di chi può trovarsi alla guida senza modificare però il libretto di circolazione.

Come si procede?

Per adempiere a questi balzelli bisogna richiedere l’aggiornamento della documentazione, preparare la dichiarazione sostitutiva di certificazione e pagare 25 euro suddivisi in 16 euro per l’imposta e 9 euro per diritti di motorizzazione. In caso di mancato aggiornamento ci sono pesanti sanzioni, previste sempre nell’art 94 del Codice della Strada, con multe che vanno dai 705 ai 3.526 euro.

Questa nuova norma va in qualche modo a complicare il settore dell’auto, in particolare per i noleggi brevi e per chi utilizza un’auto aziendale che dovrà seguire tutta la trafila. Tra l’altro, segnala Confartigianato, sarà molto difficile per le Forze dell’Ordine controllare perché spetta all’utilizzatore dimostrare che sta guidando da più di 30 giorni un veicolo non suo, ma come stabilire la data di partenza?

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