Con l’arrivo della prima grande nevicata stagionale, con i fiocchi caduti anche in pianura e nelle grandi città del nord, gli automobilisti si sono ricordati che forse è il caso di equipaggiare la propria auto con gli pneumatici invernali (foto by Infophoto)come è giusto chiamarli.
Grazie all’impiego di particolari mescole e al disegno dei tasselli queste coperture servono per aumentare l’aderenza e per ridurre gli spazi di frenata non solo quando c’è una situazione di neve o ghiaccio in strada, ma soprattutto quando la temperatura scende al di sotto dei 7 gradi. Si riconoscono, tra l’altro, per la presenza del simbolo della montagna sul fianco della ruota.
Dato quindi per scontato che sono necessarie e quanto mai utili in inverno, iniziano ad esserci i primi dubbi, e sono molti, sul come, dove e perché si devono montare.

Tutto questo avviene a causa dell’approvazione di un emendamento all’interno del  decreto denominato “Crescita”  (nr 817 del Decreto Legge 18 ottobre 2012 n. 179) che cito testualmente : “…dà all’Ente proprietario o al gestore della strada la possibilità di prescrivere, al di fuori dei centri abitati ed in previsione di manifestazioni atmosferiche nevose di rilevante intensità, l’utilizzo esclusivo di pneumatici invernali qualora non sia possibile garantire adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione stradale e per l’incolumità mediante il ricorso a soluzioni alternative”.

Finito il burocratese, non riesco, in primo luogo, a capire cosa c’entrino  le gomme invernali con il Decreto “Crescita”, che come al solito è stato usato in maniera molto inappropriata ed anche inopportuna. A meno che non si voglia far “crescere”  proprio solo l’industria degli pneumatici.

Ma c’è dell’altro perché questo significa che quando nevica, la società che gestisce un tratto autostradale può impedire l’ingresso ai veicoli privi di gomme invernali; questione che va nel senso della sicurezza, ma che in realtà il gestore applicherebbe solo per non esporsi ad eventuali richieste di danni per disservizio da parte di chi resta eventualmente bloccato in strada.

E se ho le catene a bordo? Di questo accessorio non si parla minimamente e allora via alla reazione da parte dei produttori interessati che, giustamente,  chiedono chiarimenti visto che finora catene e gomme erano sempre state equiparate come utilizzazione.

Non è ancora finita perché attualmente ci sono sul territorio nazionale oltre 200 ordinanze differenti su questo tema con  Regioni, Province e Comuni che dispongono di grande autonomia e fantasia decisionale senza avere linee guida e spesso in totale disaccordo tra loro.

Forse sarebbe stato meglio approfondire questo argomento, fornendo indicazioni precise e chiare, soprattutto a noi automobilisti, e non lasciare decidere alle singoli Amministrazioni  che non hanno a loro volta un coordinamento centrale. E non lasciare i costi e le responsabilità solo sulle spalle di chi guida.

Non vorremmo infine che questa confusione fosse un’altra ottima occasione per fare cassa con le solite inevitabili multe sempre in agguato. A pensar male, come si sa, si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.