Sfatiamo un mito: quello dell’automobile inquinante. Pochi sanno infatti che in questo ultimo decennio si sono fatti passi da gigante. Il piombo è ad esempio sparito così come non vi è più traccia di mercurio, cadmio e cromo. Componenti e rivestimenti anti corrosione non hanno più il piombo così come da luci e interruttori è stato eliminato il mercurio. Solventi e sostanze nocive sono state bandite pure nel settore delle vernici. Hanno ora base ad acqua.

Sempre in questi anni si sono fatti grossi passi in tutti i settori tanto che la quasi totalità dei componenti presenta una sigla specifica per la fase demolizione o meglio riciclabilità. Toyota, ad esempio, così come altri costruttori usa per i paraurti un materiale particolare che permette un riciclo più volte e sempre la Casa giapponese ha in uso una plastica ecologica derivata dalle piante definita bio-PET per rivestimenti e uso interno. L’obiettivo che tanti si sono posti è di riciclare o riutilizzare l’85% del peso di un’auto, recuperare il 10% in energia e solo il 5% lasciarlo allo smaltimento.

A fronte di questi dati viene logico domandarsi quali siano gli altri settori industriali che possono competere con quello dell’automotive e quanti siano riusciti ad ottenere simili risultati in un lasso di tempo così limitato. Per non parlare dei valori di consumi che sono scesi del 30% e oltre grazie a catene cinematiche sempre più sofisticate. Con motori a combustione sempre più parchi ma anche con sistemi ibridi piuttosto interessanti e con impianti di pulizia (catalizzatori) assai raffinati nella costruzione e nei componenti (ricordiamo materiali pregiati quali palladio e platino).

Infine va ricordato anche il notevole salto tecnologico degli impianti produttivi che assorbono sempre meno energia, consumano meno acqua, emettono meno sostanze inquinanti. Stabilimenti iper moderni come quello Fiat in Serbia, quello Volkswagen-Porsche in Germania o quelli Toyota in Giappone sono realtà tangibili di un mondo, quello dell’auto, attento all’ambiente con i fatti e non con le parole.