Molti si chiedono perché la Lamborghini non si sia fatta sedurre dalla strada della sovralimentazione per realizzare la Huracan, così Mansory ha preso a cuore la questione ed ha sviluppato un programma completo di tuning per l’ultima arrivata tra i Tori di Sant’Agata Bolognese.

L’elaborazione è partita dall’esterno dell’auto dove troviamo il paraurti anteriore e posteriore, gli specchietti laterali, le minigonne e un diffusore, dal disegno differente, in fibra di carbonio. Non manca un alettone che caratterizza la zona posteriore dell’auto, dei dettagli aerodinamici che contraddistinguono il frontale ed il retro della supercar italiana e nuovi cerchi, rispettivamente, da 20 e 21 pollici all’anteriore ed al posteriore, che calzano coperture 245/30 e 325/25.

Il motore V10 da 5,2 litri ha ricevuto un turbocompressore, un nuovo controllo della pressione del carburante, un nuovo impianto di scarico ed una differente gestione dell’elettronica. Di conseguenza, il potenziale di questo propulsore è aumentato in maniera esponenziale: dai 610 CV e 560 Nm di coppia della versione originale, si è passati a 850 CV e 780 Nm.

L’apporto della sovralimentazione ha consentito di ridurre di 3 decimi l’accelerazione da 0 a 100 km/h, passando dai 3,2 s della versione di serie ai 2,9 s della variante modificata. Mentre la punta massima raggiungibile non è aumentata di molto, in quanto la Lamborghini Huracan di Mansory passa dai 325 km/h del modello di serie a 330 km/h.

Ovviamente, il tuner in questione si è concentrato esclusivamente sulla risposta all’acceleratore ed ha modificato la più “piccola” delle Lambo per renderla estremamente reattiva, senza voler innalzare troppo la velocità massima, già decisamente elevata, del modello presente nel listino della Casa di Sant’Agata.

Chiaramente, l’aumento notevole della coppia motrice, e la strada della sovralimentazione rappresentano una scelta che rende decisamente più esotica la Huracan di Mansory.