Diverse le conseguenze negative provocate da un conflitto bellico. Intelligenza nel comprendere l’epoca che si vive e possedere capacità di adattamento sono le qualità principali di cui un’azienda deve disporre per andare avanti. Il lancio della Peugeot T3 apre la strada ad un futuro migliore.

POLITICA DI CONTENIMENTO

Quando, il 1° agosto 1914, viene dichiarata la guerra e Pierre, Robert e Jules Peugeot raggiungono il Regimento di Artiglieria del 7° Corpo d’Armata, il mondo Peugeot è pronto ad affrontare la situazione. A dirigere le fabbriche fino al ritorno dei proprietari un Comitato di Direzione composto da sette direttori. Date le difficoltà ravvisate negli approvvigionamenti e nel reperimento di manodopera, le società Peugeot lavorano a ritmo ridotto. Concluse le operazioni in corso: 300 automobili ad Audincourt, 50 autocarri a Sochaux, qualche Bébé e alcune biciclette a Beaulieu.

DIROTTAMENTO DI PIANI

Le fabbriche Peugeot sono in difficoltà: la situazione della regione di Montbéliard rende complesso il passaggio all’economia di guerra. Situata a meno di 30 km dal fronte, la città francese soffre di trasporti stradali e ferroviari ridotti, telefoni e telegrafi fuori servizio, posta sorvegliata e censurata. Le condizioni per sostenere le commesse militari sono evidentemente ardue, prima delle quali arriva comunque nell’ottobre del 1914: delle granate. La produzione di veicoli destinati alla mobilità viene di conseguenza ridotta: durante tutta la guerra verranno costruite a malapena 2.997 vetture (perlopiù automitragliatrici Tipo153 blindate), cioè meno che nel 1913, e 62.728 biciclette in officine capaci di realizzarne 80.000 all’anno. Solo gli autocarri sono oggetto di richiesta, a Sochaux ne saranno costruiti 5963 esemplari. In questo contesto l’innovazione Peugeot non ferma gli ingegneri che nel 1919 presentano allo Stato Maggiore il Peugeot T3, un prototipo di trattore d’artiglieria a cingoli, che dopo la fine della guerra Peugeot cercherà di riconvertire per uso civile, senza successo.