La Marussia chiude i battenti lasciando la F1. La crisi finanziaria che ha colpito il team britannico con i suoi 200 dipendenti si è purtroppo rivelata irreversibile e irresolubile, a riferirlo sono gli amministratori del gruppo FRP Advisory LLP.

Geoff Rowley, responsabile da ottobre 2014 dell’amministrazione Marussia, incaricato di trovare acquirenti, si è espresso così pubblicamente: “Purtroppo non è stata trovata nessuna soluzione che possa consentire di portare avanti il business. È profondamente triste, ed è superfluo dirlo, che una simile impresa, con un grande seguito sportivo in Gran Bretagna e a livello internazionale, debba cessare l’attività e chiudere i battenti. Il team ha fatto significativi progressi nella sua breve storia, ma gestire una squadra di Formula 1 richiede costanti e significativi investimenti“.

La Marussia, sotto amministrazione controllata, ha invano cercato nelle ultime settimane investitori e acquirenti in grado di rilevare il gruppo e il contatto con due potenziali compratori non ha prodotto buoni frutti. Nell’ultimo periodo, dopo l’incidente a Bianchi che versa ancora in gravissime condizioni, Marussia aveva deciso di ritirare anche la monoposto di Chilton dalle gare, anche per rispetto nei confronti del pilota francese. Non presente ad Austin, la Marussia ritira la partecipazione sia dal Brasile che da Abu Dhabi. Prima della comunicazione da parte di FRP Advisory LLP figurava anche nelle liste F1 dei team ammessi a partecipare al Campionato Mondiale 2015 col la denominazione di F1 Manor Team (agli esordi, nel 2010, il gruppo si era iscritto come Virgin Racing), ma col dichiarato fallimento di Marussia esistono fortissimi dubbi sulla reale futura partecipazione.