Non è un mistero. Roberto Calderoli ama – sportivamente parlando - Valentino Rossi e la Ferrari. Il vice presidente del Senato è un fan del Dottore come tanti altri. Ieri, nonostante il putiferio scatenato dai suoi insulti al ministro Cécile Kyenge, era comodamente seduto in poltrona mentre sulle sue parole si scatenava una bufera pazzesca. L’intervista fatta dal Corriere della Sera rivela un retroscena curioso e piuttosto esemplificativo sul personaggio.

Il quotidiano di Via Solferino contatta l’esponente leghista per intervistarlo e la risposta è immediata: Adesso non posso proprio. Scusi, ma inizia la MotoGP. Ci sentiamo più tardi….“. Un paio d’ore dopo il primo tentativo, il vicepresidente del Senato torna raggiungibile. “Valentino Rossi è arrivato terzo e non primo, ma ci accontentiamo”. Fuori la tempesta, lui tranquillo e beato nella villa di Mozzo che ospiterebbe lo zoo illustrato alla festa leghista di Treviglio. Sulla Kyenge, definita non italiana, ha detto:Ma secondo lei parla in un italiano corretto? A chi la ascolta, il giudizio”. Per lui vale di certo la stessa regola.

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