Ogni progetto conclamato deve innegabilmente il rispettivo successo a qualche mente visionaria, capace di prevedere in anticipo i futuri mutamenti del mercato. Significativo ruolo nella storia Peugeot quello di Kurt Gutmann.

PILOTA REINVENTATO IN FORMIDABILE TUNER

Nel 1968, il ventenne Kurt Gutmann, buon pilota dilettante, inaugura un proprio autosalone a Breisach, cittadina tedesca ad una cinquantina di chilometri a nord di Mulhouse. Dieci anni più tardi inizia a lavorare sulle Talbot Horizon; nel 1982, con l’integrazione della Talbot alla rete del Leone, la Gutmann cresce fino a diventare il tuner Peugeot più importante a livello mondiale. Ampiamente riconosciuta le sua capacità di elaborazione sia meccanica che estetica delle vetture. Due i suoi maggiori successi: la 205 Turbo (sviluppo proprio completo) e la 205 GTi 16V da 160 CV, realizzata in oltre 300 vetture.

MODELLI IMPORTABILI IN ITALIA

La prima vettura su cui interviene è la 205 GTI 1900, seguiranno le 309, le 405 le 605 per proseguire negli anni con le 106 e le 206. In Italia a fine Anni ’80 sarà Josef Hunterholzer, l’importatore con sede a Lana vicino a Bolzano, a proporre questi prodotti franco-tedeschi. Il catalogo di allora, oltre al trapianto della testata a 16 valvole della 309 sul motore della 205 1900 GTI, presenta interventi di carrozzeria, freni, cambio, sospensioni e soprattutto scarico. Farle arrivare in Italia non risultava poi tanto complicato. Era infatti possibile acquistare il singolo componente oppure richiedere auto nuove elaborate in Germania e importarle dunque con documenti tedeschi al fine di poter riportare sulla carta di circolazione italiana le modifiche, come ad esempio gli pneumatici 195/50VR15. Una 205 GTI 16v Gutmann che all’epoca costava il 25% in più del modello di serie, ma poteva essere ritirata in un mese dall’ordine, mentre per la 205 GTI 1900 il tempo di attesa sfiorava i 6 mesi.