Abbiamo avuto l’occasione di provare la nuova Jaguar F-Type S ripercorrendo lo storico percorso della Mille Miglia. Difficile spostare l’attenzione sulle auto storiche quando sei alla guida di una tale meraviglia. Ma partiamo dall’inizio. L’appuntamento a Firenze il sabato mattina, con un sole già caldo, è preludio di un weekend mozzafiato: ad aspettarci le nuove Jaguar F-Type S in fila di colori diversi e una cabrio con livrea Union Jack. Io scelgo il colore che secondo me rappresenta il marchio anglosassone meglio di altri: uno stupendo verde british (Scopri qui la Jaguar XF).

Il primo impatto è sicuramente entusiasmante, dalla maniglia per l’apertura della portiera in poi è tutto un susseguirsi di particolari curati nel minimo dettaglio: rifiniture di altissimo livello e materiali che è un piacere sfiorare con le dita. Incredibile a dirsi, ma la voglia di accendere il motore passa in secondo piano, di poco of course, perché la voglia di osservare tutti i dettagli vince sul resto. Dimentico di aver lasciato il bagaglio alla mercé degli “ospiti” della stazione e decido di salvarlo posizionandolo nel bagagliaio, che inizialmente mi aspetto capace di contenere al massimo il beauty case di mia figlia, ma ecco un’altra sorpresa: due trolley e una borsa per macchina fotografica ci stanno alla grande e c’è ancora spazio. Il bagagliaio si chiude elettricamente ed elegantemente in silenzio, non sia mai che il fortunato proprietario di un oggetto di tale bellezza mi possa cadere di stile sbattendo volgarmente il portellone come fosse quello di un furgone!

Mi metto al posto di guida, spingo la schiena a fondo nel sedile sportivo del quale posso anche regolare elettricamente la tenuta laterale, porto avanti il tutto e mi posiziono in modalità sportiva: volante alto, a due spanne dal mio viso, assetto dynamic e via… il sound del V6 3.0 da 380 cavalli è musica, non si capisce il tasto sulla console centrale a cosa possa servire. L’icona con due scarichi mi fa pensare alla possibilità di limitare il rombo: ma come, sarebbe come chiedere agli AC-DC di cantare Hells Bells sottovoce! Vietato usarlo! La visibilità è ottima, pochi angoli cechi e il muso della F-Type di fronte a me, sul quale intravedo le prese d’aria è eccezionale. La città è alle spalle ci aspettano centinaia di curve sulle colline senesi, dove poter scatenare la potenza di questa coupé elegante ma allo stesso tempo sfrontata. Non posso non notare la rigidità del telaio, interamente in alluminio, la perfetta taratura delle sospensioni, la trazione posteriore tramite un cambio Quickshift a otto marce con controllo sequenziale manuale grazie ai paddle montati sul volante o tramite la leva centrale SportShift. I freni a Matrice Carboceramica donano una frenata tanto fulminea quanto modulabile, le pinze monoblocco di colore rosso vivo con sei pistoni anteriori e quattro posteriori e dischi all’anteriore da 398 mm e da 380 mm al posteriore, dimostrano a chi al semaforo vi osserva giudicandovi un pantofolaio con il portafogli gonfio che non si scherza per niente.

I chilometri scorrono sul display della Jaguar F-Type e cerco di capire quanto possa consumare un giocattolo del genere. Ovvio, chi se la può permettere non starà certo a sindacare sui consumi, ma giusto per darvi un’idea: nel misto, calcolando che le marce, come già detto, sono ben 8 e che certo non ci siamo risparmiati nello spingere a fondo, siamo riusciti a mantenere una media di 9 km con un litro, certamente buona per un’auto del genere. C’è anche un sistema Start/Stop che entra in funzione in condizioni di relativa rilassatezza nella guida e che impiega a riaccendere il motore meno del tempo necessario per lo spostamento del piede dal pedale del freno a quello dell’acceleratore! Provo in tutti i modi a cercare qualcosa che non va su questa auto e finalmente dopo 2 giorni, almeno 500 km e molto profumo di gomma bruciata, la trovo! Il tasto per l’apertura del vano porta oggetti… Il resto è magnifico.