Ieri correva il 30° anniversario della morte di Gilles Villeneuve durante le qualifiche del Gran Premio di Zolder e tante sono state le celebrazioni per ricordare il pilota canadese. Ferrari ha voluto ricordarlo grazie a suo figlio Jacques che, a bordo della 312 T4 ha percorso alcuni giri sul tracciato di Fiorano. 

Al termine della breve corsa si è tenuta una sorta di tavola rotonda per ricordare l’indimenticato e indimenticabile Gilles e non sono mancate naturalmente le parole del figlio Jacques “Con tutta la famiglia si andava sempre alle gare e si viveva nel motorhome… ed era molto meglio che andare a scuola! La maggior parte dei ricordi che ho sono in pista, seduto a guardare una gara. Al 90% ricordo mio padre come pilota, poco a casa, sempre in giro, se non in macchina in elicottero o in aereo. Ma questa era la normalità, era mio padre. Penso di essere stato fortunato a guidare in tempi in cui le macchine sono più sicure, perché forse sarei morto anch’io, visto che come lui per natura sono portato ad andare sempre al limite.”

Non sono mancate anche le parole di chi ha lavorato con Gilles Villeneuve, come Mauro Forghieri, Direttore Tecnico della Scuderia ai tempi di Villeneuve: “Lui non faceva il Campionato del Mondo, lui correva per quella gara. Ed era tutto. Lui correva con un telaio tagliato, perché al tempo eravamo in centosessantadue compreso il Commendator Ferrari, e non avevamo tempo per fare macchine nuove. Erano vetture che richiedevano un grosso impegno fisico, con cui oggi sarebbe impossibile correre.”

Per l’occasione è intervenuto anche il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo , che ha voluto fare un parallelo con la Formula 1 di oggi “Villeneuve era straordinario come impeto. Poi il suo temperamento magari gli faceva perdere punti e quindi i risultati a fine stagione. Alonso, soprattutto in gara, è il pilota più forte del mondo.” Parlando poi del compianto pilota ha dichiarato “Gilles dava al pubblico quello che gli veniva chiesto. E non correva per il campionato, correva per la gara. A lui ero per forza di cose meno legato che ai miei piloti, come Lauda, Regazzoni, Reutemann. Ricordo quando Enzo Ferrari mi disse di aver notato un giovane di grande temperamento e talento, che correva sulle motoslitte in Canada. Aveva un precontratto con la McLaren ma il Drake voleva portare aria fresca nella squadra. Era un pilota e un uomo straordinario.”