Jean Alesi in America ci è stato più volte e con la Ferrari ha fatto davvero piangere di gioia i tifosi con dei successi pieni di passione ed impegno. Per tutti questi motivi non si capisce a fondo la sua ostinazione nel misurarsi con l’Indycar. 

Nell’Indycar ci finiscono un sacco di piloti che una volta appeso il volante della Formula 1 al chiodo, non riescono a rassegnarsi sui vantaggi insiti nello stare lontano dai riflettori.

Ecco allora che Jean Alesi, ormai 48enne, ha voluto prepararsi ed esordire nell’Indycar, peccato che il debutto sia stato davvero disastroso. Il problema non è certo nei suoi riflessi o nello stile di guida. Il problema è tutto nella vettura: una Black&Gold versione Yankee con un motore Lotus davvero imbarazzante.

Alesi si era preparato per affrontare con determinazione le 500 miglia. E’ salito in macchina, ha vissuto con apprensione l’approssimarsi della bandiera verde ma poi ha visto svanire un giro dopo l’altro il sogno di far bene anche in questa disciplina.

Dopo pochi giri, Alesi era così lento con le sue 210 miglia orarie, che l’organizzazione ha deciso di fermarlo: sei troppo lento rispetto al gruppo. Un messaggio inequivocabile arrivato dopo appena 14 tornate.

L’imbarazzo palpabile pone una domanda: era necessario per Alesi misurarsi nell’Indycar?