Il nuovo gioco sulla Realtà Aumentata, Pokemon Go, ha spopolato in ogni parte del mondo e, ovviamente, anche in Italia. Il videogioco creato dalla Niantic ha avuto un successo impressionante e clamoroso ma sta anche mettendo in pericolo molte persone. Chiariamo subito un punto, la colpa non è né di Niantic, né di Pokemon Go in sé ma di chi utilizza questo videogioco senza prestare attenzione all’ambiente circostante, sia che esso sia a piedi sul marciapiede o in auto.

La sicurezza stradale sta davvero avendo dei grossi problemi perché i videogiocatori danno, incomprensibilmente, priorità al momento ludico rispetto alla propria sicurezza e a quella degli altri. L’associazione sostenitori della Polstrada, ha chiesto al Governo “di intervenire con un provvedimento urgente che sanzioni più severamente l’utilizzo della app, fino al sequestro del cellulare per almeno un mese per chi è alla guida, e ai pedoni a caccia di Pokemon durante gli attraversamenti della strada, anche sulle strisce”.

Anche la Codacons non si è tirato indietro da accuse nei confronti dell’applicazione, che di fatto è il semplice capro espiatorio di un problema sociale più vasto, attraverso le parole del presidente Carlo Rienzi che ha affermato come questi “giochi rappresentano un pericolo concreto perché vengono utilizzati in qualsiasi momento della giornata e distolgono i giocatori dalla dovuta attenzione verso la strada e l’ambiente circostante. Pensiamo a chi usa l’App alla guida di una automobile, ma anche a pedoni e ciclisti a caccia di Pokemon che rischiano di essere investiti perché intenti ad osservare lo schermo del cellulare e non il marciapiede, le strisce pedonali e la strada dove camminano”.

La pericolosità del videogioco per smartphones è data semplicemente dall’utenza che è stato capace di far registrare in meno di due settimane. Pokemon Go è, di fatto, un gioco come un altro, anzi più innovativo e anche più stimolante, la differenza è semplicemente quanto è diventato virale nelle nostre città. La verità, come anticipato prima, è che il problema non è l’applicazione in sé, che potrebbe essere Pokemon Go, WhatsApp oppure Snapchat, ma l’intelligenza e la lucidità che le persone dovrebbero mettere nel fare attenzione all’ambiente che ci circonda.