A leggere i dati del rapporto ACI-Istat sugli incidenti stradali del 2013 c’è davvero da preoccuparsi. L’indagine annuale, alla stato di stima preliminare e quindi mancante ancora di molti numeri, ha rilevato che nel nostro paese si sono verificati 182.700 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.400 morti (entro il trentesimo giorno) e 259.500 feriti.

Un numero decisamente alto pari ad oltre 500 incidenti al giorno e 30 feriti all’ora che ci mettono nel fondo della classifica per mortalità sulle strade in Europa dove si registra una media di 52 decessi per milione di abitanti, mentre da noi siamo a 57. A livello internazionale questi tassi variano dai 27 della Svezia ai 93 della Romania in ultima posizione.

Ma non è tutto negativo perché in Italia siamo comunque in costante calo e rispetto al 2012, si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti con lesioni a persone del -2,2%, del 6,9% sul numero dei morti e sono in calo del 2% anche i feriti.

Davvero impressionante se andiamo a vedere il 2001 dove i decessi sono scesi ben del 52,1% e solo nel periodo 2011-2013 del 11,9%. Molto positivo, quindi, ma non ancora a livello di quanto fatto nella UE che nello stesso arco temporale è riuscita a realizzare numeri migliori dei nostri pari a -7,6% tra il 2012 e il 2013, a -15,3% tra il 2011 e il 2013.
Tutte queste cifre servono per ricordare che esiste un piano a livello europeo che ha come obiettivo quello di dimezzare il numero dei morti sulle strade entro il 2020 e per questo l’indagine italiana è stata presentata a Bruxelles in contemporanea con il rapporto europeo ETSC sulla sicurezza stradale.

Pertanto serve un’azione congiunta e ben coordinata che, se da una parte vede l’industria automobilistica in continua e quanto mai veloce evoluzione, pensiamo ai sistemi che troviamo a bordo, dall’altra si scontra con una rete viaria che, soprattutto nel nostro paese, necessita di ammodernamenti. Non basta limitare la velocità e poi lasciare tutto così com’è. Inoltre bisogna iniziare a lavorare seriamente sul guidatore, con una formazione che coinvolga tutte le strutture di educazione per arrivare ai corsi di guida sicura e non limitarsi a prendere la patente e ad imparare a risolvere i quiz.