Il caso della gomma esplosa di Sebastian Vettel a Spa tiene banco. Le accuse del quattro volte campione del mondo a Pirelli non sono state smentite dalla Ferrari che non si è ufficialmente schierata contro il fornitore unico di pneumatici nonostante qualche dichiarazione tagliente del team principal Arrivabene (qui le dichiarazioni). A tal proposito, il colosso di pneumatici milanese replicato alle accuse a caldo di Vettel spiegando che il problema non è legato a un difetto strutturale ma a una normale usura: “Prima e durante la gara abbiamo detto ai team che la strategia ideale era basata su due, forse tre soste - spiega Paul Hembery, responsabile Motorsport Pirelli – Poi ognuno in base ai suoi dati fa le scelte che ritiene opportune. Ma eravamo sorpresi”.

Pirelli, in corsa per rinnovare l’accordo con la F1 per il triennio 2017-2019, ha poi diramato un comunicato ribadendo come la sicurezza sia al centro del lavoro e la soluzione definitiva sarebbe la definizione di un numero massimo di giri per ogni set di gomme ma la proposta è già stata rifiutata dai team che non vogliono sentire parlare di limitazioni: “Fin dal novembre 2013, Pirelli aveva chiesto che venisse fissato per regolamento, oltre all’indicazione degli altri parametri per il corretto impiego delle gomme, anche il numero massimo di giri effettuabili con lo stesso set di pneumatici – si legge nella nota Pirelli -. La richiesta non venne accolta. La proposta prevedeva un chilometraggio massimo equivalente al 50% della durata del GP per la gomma Prime e del 30% per la Option. Tali condizioni, se applicate oggi a Spa, avrebbero fissato a 22 il numero massimo di giri percorribili con le gomme a mescola Medium”.

Quindi se un team (la Ferrari in questo caso) decide per una strategia a una sosta e tiene una gomma media per 28 giri, come successo a Spa, non sta seguendo i nostri consigli. Pirelli ha incassato la piena solidarietà di Toto Wolff e della Mercedes, aggiungendo anche un dettaglio: “Pure durante il Gran Premio abbiamo ribadito la tesi delle due soste. D’altra parte siamo pragmatici e affermiamo che mancava un giro e mezzo a un risultato incredibile: se fosse arrivato, incenseremmo la Ferrari. Si sa, si è sempre bravi dopo”. E ancora: “Non c’è ancora modo di verificare in tempo reale se una gomma sta per scoppiare”

Inoltre, guardando alle dichiarazioni di Vettel, regge poco l’analogia con l’episodio di Rosberg la cui gomma posteriore destra (sempre di mescola media) venerdì era esplosa dopo soli 11 giri a causa – ufficialmente – di un agente esterno (un detrito). In ogni caso, per evitare il ripetersi di episodi simili che mettono a repentaglio la vita dei piloti, meglio imporre regole più stringenti. Le stesse sono già in vigore da due anni per l’uso delle pressioni degli pneumatici e degli angoli di inclinazione delle sospensioni.