Speriamo non si tratti del solito annuncio e che diventi qualcosa di più concreto a breve. Ci riferiamo alle dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Michele Lupi relative all’intenzione del Governo di inserire anche il settore dell’auto tra quelli che godranno di misure per rilanciare il mercato e che non possono che essere accolte favorevolmente, sempre che non ci si limiti, come detto, ad uno dei fin troppo abusati annunci, mai seguiti dai fatti. L’obiettivo sarebbe quello di rinnovare il parco circolante in Italia ormai molto invecchiato e dovrebbe riprendere lo stesso meccanismo già sperimentato con l’edilizia per le ristrutturazioni che ha portato benefici non solo al comparto ma anche all’intera economia nazionale.

Gli incentivi, inizialmente previsti per gli autobus verrebbero quindi allargati anche alle vetture dei privati. Nel caso specifico sarebbero coinvolti i veicoli più anziani, da Euro 0 a Euro 2, attraverso la defiscalizzazione di una parte (ancora da definire) del prezzo di acquisto per chi rottama un’auto vecchia detraendola dalla dichiarazione dei redditi nel corso di 5 anni. E’ necessaria, quindi, la sostituzione con un’auto a bassa emission. Nel nostro paese il parco circolante è calcolato in 35.230.000 auto e nell’operazione sarebbero coinvolti 1,754 milioni di veicoli euro 0, 2,499 milioni di Euro 1 e 5,742 Euro 2 per un totale di 9.995.000 unita, il 28,4% del totale (fonte UNRAE al 31/12/2013). Si tratta, come è ben evidente, di auto molto vecchie e inquinanti la cui sostituzione avrebbe grande benefici sulla sicurezza, sull’ambiente e sull’occupazione che, nello specifico settore dell’Automotive riguarda circa 1,2 milioni di addetti ai lavori.

A questo punto la prossima riunione del Consiglio dei Ministri potrebbe essere molto importante, ma si corre il rischio che l’esecutivo sia impegnato in troppe questioni squisitamente “politiche” (votazione sul Senato) con il rischio concreto che la questione possa subire rinvii o ritardi anche lunghi. Difficile da percorrere anche la strada del Decreto Legge che, per sua natura, dovrebbe poi essere convertito in Legge entro 60 giorni al massimo e con il relativo regolamento attuativo. Non è poi da sottovalutare il rischio che in assenza di un provvedimento esecutivo il semplice annuncio di questi provvedimenti potrebbe avere un effetto fortemente negativo in quanto i potenziali interessati all’acquisto sarebbero indotti a rinviare decisioni già maturate in attesa che i più favorevoli interventi in entrino effettivamente in vigore.

Contemporaneamente si potrebbe risolvere anche un problema che sta diventando sempre più pressante ovvero quello dei veicoli vecchi che circolano spesso non revisionati e alquanto insicuri che stanno anche causando diversi problemi assicurativi. Infatti molti di questi sono riusciti a passare come “auto storiche” pur non avendone nessuna caratteristica godendo così dei vantaggi economici sulla RC.