Ancora una volta la burocrazia ha “colpito e affondato” quella che poteva essere un buona iniziativa per l’auto.

Il 14 marzo scorso era stata approvata la Legge Sviluppo (nr 134/2012) che aveva come obiettivo quello di creare una serie di azioni per aiutare alcune aree e comparti in crisi da tempo.

Tra questi erano previsti degli incentivi per il settore auto divisi in due sezioni: una per i privati per un totale di 4,4 milioni di euro, ed una destinata ad aziende, flotte, a chi utilizza l’auto per lavoro (taxisti, autisti, etc.) e amministrazioni comunali per complessivi 39,4 milioni.

Mentre quelli destinati ai privati sono terminati in poche ore, come era facilmente prevedibile vista il basso valore assoluto, quelli “professionali” sono tuttora praticamente inutilizzati.

Infatti, la situazione a tre mesi dal via dell’iniziativa è la seguente (dati di stamattina):

Vetture con emissioni di CO2 <120 gr/km e >95 residuo di 24.444.543,09 euro (dai 24,6 stanziati);

Vetture con emissioni di CO2 <95 e >50 gr/km residuo di 31.981.694,85 euro (dai 34,5 stanziati);

Vetture con emissioni di CO2 < 50 gr/km residuo di 34.669.168,06. (dai 39,4 stanziati).

Scoprirlo è facilissimo e non serve nemmeno tanta iniziativa perché sul sito del ministero dello Sviluppo Economico è consultabile l’aggiornamento che avviene ora per ora. Se non ci credete andate su: http://www.bec.mise.gov.it/site/bec/home/contributi/avanzamento.html

E vedrete che se volete acquistare, da privato naturalmente, una vettura ecologica ci sono ancora 2,74 milioni di  euro di contributi.

Per comprendere il meccanismo di accesso ai contributi  il regolamento di applicazione recita esattamente che “… il totale dei fondi disponibili per l’anno 2013 è pari a 39,4 milioni euro. I valori indicati nella colonna “Quota massima del fondo per specifica categoria di veicolo” fanno riferimento alla porzione massima del fondo idealmente disponibile per categoria di emissione di CO2. Non ha dunque senso sommare i valori della colonna ed il suo totale non ha alcun significato nel contesto della normativa”.

Già  una simile formulazione crea non pochi problemi di interpretazione pratica e infatti molti avevano avvertito della scarsa possibilità di successo di questa iniziativa facendo una semplice considerazione che chi usa l’auto solo per lavoro, difficilmente rientra nel vincolo principale per ottenere il contributo, quello della vecchiaia del mezzo stabilita in 10 anni. Ad esempio è del tutto improbabile che un tassista utilizzi la stessa auto per più di 10 anni.

Ancora più interessante il dato sui veicoli elettrici, che per l’80% sono venduti  a società di noleggio, e che nonostante l’intervento statale, confermano la non competitività globale a livello di prezzo con  le auto normali. Inoltre bisogna fare i conti con l’apparato che richiede una serie di documenti e procedure complicate per accedere  all’erogazione del contributo  nel più classico dei comportamento della burocrazia nazionale.

Fatti due conti, degli incentivi hanno usufruito solamente un migliaio di auto davvero una cifra ridotta per un mercato che ha bisogno di qualcosa di più serio per ripartire e non di iniziative sporadiche e studiate da chi non ha alcuna competenza nel settore automotive. Ma questo non è l’unico caso purtroppo e continuiamo a vedere questi incompetenti ogni giorno all’opera sotto forma di tasse, accise e imposte locali varie che hanno contribuito non poco a deprimere un comparto come quello dell’auto  fondamentale nell’economia del paese.

Ma non è tutto perché come sempre c’è anche la beffa finale.

Visto il deciso insuccesso a nessuno è venuto in mente di cambiare i parametri o quantomeno di destinarli a qualcosa di utile per la mobilità soprattutto in ambito urbano.

A titolo d’esempio, aiutare i comuni che vogliono svecchiare il parco autobus con mezzi più sostenibili, sviluppare il Car sharing, creare una rete diffusa e logica di nuove colonnine elettriche. Non mancano certo utilizzi più intelligenti, ma lasciare dei fondi fermi mi sembra incredibile. Andrebbero bene anche delle piste ciclabili fatte con un po’ di cervello e non come le stanno disegnando in giro per Milano…

Anzi per il prossimo biennio 2014-2015 sono previsti altri 80 milioni di euro ancora con le stesse modalità. Ma forse mi viene un sospetto: li hanno fatti apposta così per non doverli erogare.