L’Italia è rimasta senza piloti al via del campionato di Formula 1 per questo riveste un’importanza fondamentale il ruolo svolto da altri “pezzi” del Tricolore. La Ferrari è nota a tutti, con problemi e speranze, ma bisogna tenere d’occhio anche la Toro RossoLa seconda squadra italiana del Circus è la Toro Rosso che per un po’ è stata dimenticata ma adesso ha un’importanza fondamentale nella mappa dei team della classe regina. Cerchiamo di ripercorrere qualche tappa della sua crescita.

La Toro Rosso è nata dalle ceneri della Minardi, nel lontano 2005 e poi si è proposta come scuderia satellite della Red Bull al fine di selezionare per la squadra principale dei giovani talenti. Dopo qualche altro anno di gavetta è esplosa con la pole position di Vettel a Monza nel 2008.

Adesso la Toro Rosso vuole viversi la sua maturità arrivando al debutto della stagione con la SRT7. Il direttore del team tecnico, Ascanelli, ha sorpreso tutti con le sue trovate aerodinamiche. La verità è che dopo qualche stagione “a rimorchio” della Red Bull, la Toro Rosso ha sentito l’esigenza di emanciparsi tecnicamente.

Ha voluto diventare un costruttore, ampliando anche l’organico, assumendo progettisti. Per quel che riguarda i piloti, ha deciso di cambiare rotta, archiviando Buemi e Alguersuari per lasciare spazio al duo Ricciardo-Vergne.

C’è da chiedersi se sarà la Toro Rosso a far tornare piloti italiani nella classe regina.