Con il GP di Abu Dhabi vinto da Lewis Hamilton è calato il sipario sul Campionato Mondiale di F1 2014 che ha visto il trionfo del britannico a sei anni di distanza dal suo primo titolo mondiale. Stagione stradominata dalla Mercedes, che non ha lasciato che poche briciole alle avversarie, in grado di aggiudicarsi ben 701 punti nella classifica costruttori, praticamente un record, decisa con parecchi GP in anticipo. !6 vittorie in totale con 18 pole conquistate, tutto sui 19 GP disputati con Hamilton e Rosberg a svettare sulla classifica piloti. E a proposito di piloti, noi di Leonardo.it a consuntivo di questa stagione di F1 abbiamo voluto stilare un pagellone riassuntivo per vedere chi sono realmente stati i top e i flop della stagione.

Lewis Hamilton: voto 9. Il migliore, senza se e senza ma. Mondiale conquistato con 11 GP vinti e 7 pole portate a casa. La Mercedes W05 Hybrid è una spanna sopra le altre, vero, però Hamilton all’inizio ha dovuto combattere contro tutto e contro tutti, soprattutto contro la sua stessa scuderia che sembrava volerlo mettere ai margini preferendogli Rosberg. Lui ha risposto nell’unico modo che sa fare: vincere. Ha sempre dimostrato di avere un istinto killer sulla pista, non risparmiandosi mai e prendendosi i rischi e le responsabilità che solo il campione sa prendersi.

Nico Rosberg: voto 8. Stessa macchina, stessa voglia di vincere del rivale e grande talento. 5 GP conquistati e 11 pole messe a segno non sono bastati per battere il rivale di casa. Manca ancora quel quid, quella distanza minima e allo stesso tempo abissale che separa il grande pilota dal campione. Rosberg ha fatto un po’ le bizze all’inizio ma ha avuto il grande merito di riuscire a tenere vivo il mondiale fino all’ultimo Gran Premio, e non è cosa da poco aver dato battaglia acerrima a Hamilton fino alla fine dei giochi.

Daniel Ricciardo: voto 7,5. I numeri sono ben lontani da quelli messi insieme dal duo della Mercedes, ma anche la Red Bull, pur montando un motore Mercedes, quest’anno era ben lontana dalle Frecce d’Argento. 3 Gran Premi strappati con unghie e con denti da un altro predatore da gara. Quella del 2014 è una stagione che ha confermato un grandissimo talento, uno che se n’è bellamente infischiato della pressione causata dall’avere un compagno di squadra del calibro di Sebastian Vettel. I sorpassi più spettacolari quest’anno li ha inventati lui.

Valtteri Bottas: voto 7. Consacrazione anche per il finlandese Bottas giunto 4° nella classifica finale. Al secondo anno sulla Williams, e secondo anno in F1, ha dimostrato talento e carattere mettendo spesso in ombra l’idolo della scuderia Felipe Massa. Sia in gara che in qualifica si è dimostrato sempre presente rendendosi spesso protagonista di sorpassi importanti e di numerosi podi. Se la Williams proseguirà su questa bella strada, ce ne farà vedere delle belle.

Fernando Alonso: voto 6,5. Sufficienza non piena, pienissima per il pilota della Ferrari. Con un auto lontana eoni luce dalla competitività, ci ha messo cuore, orgoglio e grinta onorando la gloriosa Casa di Maranello. Impossibile francamente chiedergli di più.

Felipe Massa: voto 6. Era lecito attendersi qualcosa di più da Massa, soprattutto in considerazione del fatto che guidava una monoposto competitiva. Sfortunato in diverse circostanze, ha mostrato comunque carattere alla guida e onestà e correttezza sempre. Pochi podi per lui quest’anno, ma il secondo posto in Brasile è stato esaltante.

Jenson Button: voto 6. Il vecchio leone britannico della F1 arriva al congedo dal circo automobilistico dopo aver disputato una stagione senza infamia e senza lode. Non eclatante nei primi GP del campionato, complice anche una McLaren poco competitiva. Quando la vettura ha cominciato ad acquisire velocità e affidabilità, il campione mondiale 2009 ha fatto vedere anche belle cose, presentificandosi con più frequenza sia in gara che in qualifica. Ciao Jens!

Sebastian Vettel: voto 5. Sì, è vero… alla fine ha un po’ salvato la faccia scalando la classifica piloti e insediandosi al quinto posto della graduatoria generale, ma questo per uno che ha vinto quattro campionati di seguito rimane francamente molto poco. La Red Bull ha avuto oggettivi problemi con il motore Mercedes a distanze siderali dalla meccanica del motore montato sulle vetture siglate Mercedes AMG Petronas, ma Vettel in quest’annata, al di là di tutto, non ci ha fatto vivere un sussulto che fosse uno. Proiettato con la testa verso un futuro tutto rosso.

Kimi Raikkonen: voto 4,5. Con un mezzo voto dato d’incoraggiamento per una figura comunque importante di questa F1. Il disastro Ferrari è oggettivo, ma al contrario di Alonso Kimi ci ha messo del suo. Anzi, non ce l’ha messo per niente del suo e questa è la cosa più grave e, in fondo, più triste. Un campionato per il finlandese in fin dei conti più deludente per la sua anonimia che per il deficit strutturale della vettura.

Note: piaciuti tantissimo il rookie Kvyat, esordiente talentuoso che dopo il passaggio in Red Bull al fianco di Ricciardo non potremo fare a meno di tenere sotto stretta osservazione, e Sergio Perez che nonostante le modeste ambizioni della Force India, in pista ha cercato sempre di divertire, andando addirittura a podio in Bahrein. Fossimo in Franz Tost non manderemmo via dalla Toro Rosso uno come Vergne che anche quest’anno ha diomostrato di essere tranquillamente all’altezza del compito e delle ambizioni della Casa faentina.