I leader politici, siano essi capi di stato o di governo, tendono ad usare per gli spostamenti delle macchine di produzione nazionale. Una questione di immagine e di convenienza. Un interessante e divertente articolo apparso su un quotidiano nazionale dà una notizia che non è certo da mettere in prima pagina ma appassiona sicuramente gli amanti delle quattro ruote: la macchina del leader di turno.

In questi giorni, com’è facile intuire, gli occhi sono tutti puntati su Mario Monti, nominato premier dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi. Il professore dall’illustre passato europeista, si è immediatamente distinto per la sua sobrietà.

Come la mettiamo quindi sulla scelta dell’auto?Appena è arrivato a Palazzo Chigi ha messo i punti sulle i e le chiavi nel cruscotto di una Lancia Thesis. La berlina torinese sarà anche uscita dal catalogo ma rimane indubbiamente affascinante rispetto alle varie Bmw, Volvo, Audi presenti nel garage.

In realtà Monti avrebbe potuto scegliere anche la costosissima Maserati Quattroporte completamente nuova e chiavi in mano, ma si è rifugiato in un modello old style. Stessa cosa ha fatto a suo tempo Sarkozy che preferisce andare in giro con una Peugeot 607.

Sarà per una questione di immagine e di convenienza, ma tutti i leader europei e internazionali si affidano per i trasporti alle macchine nazionali. Facciamo degli esempi. Sarkozy usa soltanto vetture firmate dalla Citroen, dalla Peugeot e dalla Renault. Obama, non può che essere fan della Cadillac, mentre Angela Merkel è pronta a fare il giro della Germania e dell’Europa a bordo di Audi e Mercedes.

L’Audi A8 era stata anche la macchina di Silvio Berlusconi che con la sua scelta aveva fatto discutere non poco.