Hyundai Tucson rinasce dal passato per dare slancio a un grande futuro. Il SUV della casa coreana succede definitivamente alla IX 35, che va in pensione dopo 5 anni, riprendendosi il nome che fuori dall’Europa non aveva mai abbandonato. Proprio nella sede di Hyundai Europe, è iniziata la nuova vita di Tucson che punta a confermare il successo del modello che l’ha preceduta in un mercato sempre più dominato dai crossover. Nel Vecchio Continente Hyundai ha consegnatopiù di un milione di SUV, di cui oltre 130mila in Italia dove il marchio è prossimo alla soglia del 3% (giù superato in Europa). Merito di una gamma giovane – Tucson è il quarto modello dei 22 in programma che Hyundai lancerà entro il 2017 – ma soprattutto di un design rinnovato e molto più piacevole.

Hyundai Tucson, l’estetica colpisce

Rispetto alla il salto in avanti in termini estetici è notevole. La nuova linea di Hyundai Tucson riprende la filosofia Fluidic Sculpture inaugurata con la IX35 ma lo zampino di Nicola Danza, designer italiano in forza al quartier generale europeo di Rüsselsheim (a due passi da Francoforte) ha lasciato il segno. Lì abbiamo avuto modo di provare il nuovo SUV che non ha deluso le aspettative. Il look grintoso trasmette allo stesso tempo un’idea di veicolo elegante e agile. L’ampia griglia esagonale, che si collega con i fari a LED, regala una sensazione di solidità. Anche la visione laterale della vettura è estremamente piacevole, quasi come il possente e “pulito” posteriore.

Più largo e più lungo ma più basso della IX35

Aumenta la lunghezza rispetto alla IX35 (4,47 m contro 4,41), la vettura è più larga (1,85 m contro 1.81) e leggermente più bassa (da 166 cm a 164,5). La sensazione visiva è quella di un veicolo più forte, ben piantato a terra e che regala ampio spazio all’abitacolo, tra i più generosi del segmento grazie a sbalzi ridottissimi (91 all’anteriore, 89,5 al posteriore). Spazio che non manca nemmeno nel bagagliaio (da 513 a 1.503 litri) dotato di portellone elettrico e piano regolabile in altezza. Più ampio (e spettacolare) il tetto panoramico apribile, che aumenta le dimensioni del 30% rispetto a IX35. Il display multifunzione a colori e lo schermo da 8 pollici sono ben visibili e intuitivi. Da non sottovalutare l’offerta comprendente il navigatore satellitare che offre 7 anni di aggiornamento e servizi TomTom Live gratuiti. La seduta è molto comoda con i sedili anteriori riscaldati e ventilati mentre l’ampia visuale facilità le manovre anche in fase di parcheggio.

Ampia offerta di motorizzazioni

Le cinque motorizzazioni previste sulla Hyundai Tucson, con potenze comprese tra 115 e 186 CV, hanno tutte consumi ed emissioni in media tra il 10 e il 15% in meno rispetto al modello precedente grazie anche allo Start&Stop, sempre di serie tranne sui propulsori più potenti, il 1.6 turbo a benzina da 177 CV e sul top di gamma diesel da 185 CV. Abbiamo provato il 2.0 diesel abbinato al cambio automatico da 136 CV (consumo combinato di 4.8 l/100 km e 127 g/ km di CO2). La cambiata è precisa e fluida in fase di innesto e la ripresa si mostra buona anche dai bassi regimi grazie a una coppia di 373 Nm compresa tra 1,500 e i 2,500 giri. Il Drive Mode Select permette di dare un tocco di sportività in più o di contenere le prestazioni. Ma è sulla percorrenza e sul comfort di guida che arrivano le note più positive della Hyundai Tucson: seppur il traffico non sia il suo cavallo di battaglia, in città si viaggia agevolmente e non appena si può dare un po’ di gas l’auto risponde con un’ottima stabilità anche alle alte velocità consentite dalle autostrade tedesche (solo in certi tratti). Il tutto con una silenziosità davvero sorprendente.

Promosso anche in fuoristrada

Con un’insonorizzazione e un comportamento stradale da classe superiore anche il nuovo servosterzo motorizzato risponde al meglio dimostrandosi preciso e diretto mentre le sospensioni e gli ammortizzatori assorbono con decisione buche e imperfezioni del manto stradale. La maggiore stabilità è ottenuta grazie anche a una scocca completamente nuova che, grazie all’utilizzo di acciai ultraresistenti al 51%, permette una resistenza torsionale incrementata del 48%. A questo si aggiungono sistemi di assistenza alla guida utili e sicuri, a partire dalla frenata autonoma tra 8 e 180 km/h, lettura dei limiti di velocità, il Rear Cross Traffic Alert, il Blind Spot Detection e – per i cultori del parcheggio senza pensieri – lo Smart Parking Assist System (SPAS) (qui tutte le caratteristiche tecniche). Grazie al percorso allestito fuori dalla sede di Hyundai Europe, sotto i consigli dell’esperto Beppe Gualini (65 rally Africani di cui 10 Parigi-Dakar) abbiamo avuto modo di testare la trazione integrale in fuoristrada dove la Tucson supera abbondantemente l’esame. Il nuovo giunto centrale invia da 0 al 50% della coppia alle ruote posteriori in base allo slittamento delle ruote anteriori ma anche a seconda di sottosterzo e sovrasterzo. Oltre a downhill assist e Hill start assist, aiutano un’altezza da terra di 172 mm, un pulsante che simula il blocco del differenziale (fino a 40 km/h) e il controllo della velocità in discesa. Asperità, dossi e twist non rappresentano un problema ed è possibile affrontare anche un passaggio con forte pendenza laterale (testato fino al 35%).

Hyundai Tucson già prenotabile con #BeTheFirst

Coreana di fatto, americana di nome ma europea al 100% in fatto di nascita e produzione. Con un po’ di Italia nel design, fatto che contribuirà a un probabile successo commerciale, partendo dai 5 anni di garanzia a chilometraggio illimitato che include anche 5 anni d’assistenza stradale e 5 anni di controlli gratuiti: “La versione di lancio sarà ricchissima. Vogliamo far vedere subito tutte le qualità della vettura” ha detto Andrea Crespi, Managing Director di Hyundai Italia. I prezzi sono ancora top-secret. Saranno comunicati entro fine luglio prima del weekend porte aperte che precede il lancio ufficiale a settembre. Per chi ci sta facendo già un pensiero è già aperta la fase di prelazione grazie all’iniziativa #BeTheFirst.