Honda è celebre ad ogni angolatura del mondo per quello che ha sfornato nella corso della sua storia, tanto per le quattro ruote quanto per le due ruote. Nel 2017 il colosso giapponese festeggia la nascita di due sigle che hanno segnato indiscutibilmente il marchio negli ultimi 25 anni: Type R e Fireblade. La prima è legata al mondo delle macchine, la seconda invece a quello delle moto.

Honda Type R

La prima volta che Honda ha pensato di utilizzare la sigla Type R era il 1992, e in molti si ricorderanno che la casa giapponese aveva appena lanciato sul mercato una supercar amata e venerata tutt’oggi. Stiamo parlando della Honda NSX Type R, la risposta nipponica alle sportive occidentali, una vettura che è rimasta nell’immaginario collettivo di tanti. Basti pensare che è stata una delle vetture più amate di Ayrton Senna, che si era occupato in parte del suo sviluppo. Famosissimo è il video in cui il compianto pilota brasiliano correva sulla pista di Suzuka, con tanto di mocassini, a bordo di questa supercar.

Da quel momento Type R è sinonimo di sportività, il massimo delle prestazioni che una Honda può offrire su quattro ruote. La NSX Type R fu una due posti alimentata da un motore V6 3.0 litri da 280 cavalli di potenza. Da lì in poi sono stati tanti i modelli che hanno potuto vantare la gloriosa effige di Type R, a cominciare dalla Honda Integra del 1995, una sedan che sotto al cofano nascondeva un VTEC da 1.8 litri a quattro cilindri in grado di erogare 200 CV di potenza con un massimo di 8.000 giri/min. Successivamente è stata la volta della Civic nel 1997, poi della Honda Accord nel 1999 e di molte altre fino ad arrivare ai giorni nostri con la quinta generazione di Civic Type R. Un progetto ex-novo fatto per esaltare le prestazioni di questa berlina, una delle più performanti sul mercato. Adesso, a differenza del passato, le Type R vengono esportate in tutto il mondo, mentre prima erano relegate al solo mercato giapponese ed europeo.

Honda Fireblade

Di pari passo con il mondo della auto, nel 1992 nasceva una moto che avrebbe cambiato il mondo delle due ruote. Tutto è cominciato in quell’anno con la Honda CBR Fireblade, che ha riscritto le regole di design, prestazioni e maneggevolezza per la classe delle maxi supersport. La prima CBR900RR Fireblade di serie combinava un motore da 893cc con uno chassis ultra leggero e geometrie della ciclistica aggressive. Elementi che hanno innalzato questo modello a icona mondiale. Nel 1996 ci fu una evoluzione, poiché il motore della CBR Fireblade crebbe fino ad arrivare a 919 cc, ed ebbe una ciclistica ancora più sofisticata fatta per mettere in evidenza le prestazioni. Un grande cambiamento si ebbe nel 2004, quando nacque la CBR1000RR Fireblade da 998 cc. Essa prendeva ispirazione dalla RC212V che correva nella MotoGP, e apportava dei numerosi cambiamenti come l’aumento della potenza fino a 172 CV, lo scarico sottosella, l’ammortizzatore di sterzo elettronico HESD (Honda Electronic Steering Damper) e la sospensione posteriore con sistema Unit Pro-Link. Dopo le varie evoluzioni giungiamo al 2017, un vero spartiacque nella storia della CBR Fireblade, poiché è stato riprogettato un 90% delle componenti. Si è trattato di un passo verso la perfezione, grazie a un alleggerimento complessivo di 15 kg, a un incremento della potenza di 11CV (ora 192 CV) e all’arrivo di un pacchetto elettronico di prim’ordine con piattaforma inerziale IMU. Le sospensioni sono Showa e i freni Tokico. Il sistema di scarico è in titanio. Oltre alla CBR1000RR sono disponibili anche le CBR1000RR SP (999 cc) CBR1000RR SP2 (999 cc).