La partenza in salita è sempre uno dei momenti più tesi dell’esame per il conseguimento della patente di guida, soprattutto nel nostro paese. È considerata una cosa non molto semplice da chi è alle prime armi, tanto da far ingegnare i costruttori per trovare una soluzione.

A quanto pare si è arrivati ad un buon punto con il sistema Hill Holder che però, come spiegano bene gli appassionati di storia dell’automobilismo, non è una novità dell’ultima ora. La casa giapponese Subaru, infatti, usa l’Hill Holder dal 1936. Sicuramente una versione primitiva del sistema ma pur sempre pensata per andare incontro alle esigenze di chi è al volante.

Tecnicamente il funzionamento prevede che la macchina, tramite degli appositi sensori, percepisca la pendenza della strada e sia in grado di capire quando una vettura si è fermata con la prima marcia o con la retromarcia innescate su un declivio.

Nelle lezioni di scuola guida insegnano che in questi casi, a discapito di qualche emissione in più, di deve giocare con il bilanciamento tra la frizione e l’acceleratore per la ripartenza.

Il sistema Hill Holder, invece, percepita la pendenza con i sensori, fa in modo che quando si libera il freno per effettuare il bilanciamento e ripartire, anche se il piede si allontana, il freno resti innescato per il tempo sufficiente ad evitare che la macchina scivoli indietro. In alcuni modelli questo effetto si protrae per 3 secondi. Tutto dipende dalla grandezza della macchina e dal sistema dei freni, come nel caso della Fiat Freemont.