Ricostruire la storia dell‘Harley Davidson significa ricostruire la storia delle due ruote, attraverso un marchio fondamentale, che, da oltre oceano, ha spopolato, imponendosi come modello a livello mondiale.

L’origine dell’Harley va ricercata a Milwaukee, una città del Wisconsin, dove, nel 1902, William Harley ed Arthur Davidson costruirono una prima motocicletta motorizzata. Da quel primo proptotipo nacque progressivamente l’azienda, che si espanse, aprendo un primo stabilimento in Juneau Avenue.

Le prime moto prodotte furono delle monocilindriche, con una cilindrata di 810 cm3 ed una velocità massima di 97 km/h.

Durante la Prima Guerra Mondiale, l’Harley riuscì ad approfittare del momento, producendo mezzi per le operazioni militari, sfornando circa 45 mila modelli e diventando rapidamente la maggior produttrice mondiale di moto.

La produzione seguì un’ulteriore impennata nel corso del secondo conflitto mondiale, quando spopolò la WLA.

Nel dopoguerra, l’Harley riuscì a crescere sia nella cilindrata, sia nel fatturato, nonostante si iniziasse a sentire la crescente concorrenza da parte delle case produttrici giapponesi.

Tra modelli di successo e diffusione mondiale, l’Harley arriva negli anni ’90 con una grande evoluzione tecnologica: dal 1450 cc del Twin Cam 88, ai primi esemplari ad iniezione elettronica.

Oggi, l’Harley si è affermata come modello di riferimento internazionale: modelli all’avanguardia, grande possibilità di customizzare e, soprattutto, un dominio assoluto nell’immaginario collettivo.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/jeffanddayna/3544233640/”>jeff_golden</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/”>cc</a>