Ogni scuderia cerca di carpire dalle altre squadre e dalle aziende che si occupano dello sviluppo degli pneumatici, dei personaggi in grado di dare informazioni importanti durante la fase di studio e costruzione della monoposto

La Ferrari, tanto per non farsi mancare niente, ha ingaggiato un tecnico giapponese, Hirohide Hamashima, l’ingegnere che fino a qualche mese fa lavorava alla Bridgestone. Adesso ad Hamashima spetta il compito di esaltare le prestazioni Ferrari con le gomme dure.

Nel 2011 la monoposto di Maranello ha lottato con le mescole hard e in effetti, a pensarci bene, Alonso non è riuscito ad ottenere grandi risultati. Quest’anno, invece, il feeling con le Pirelli è migliorato ma la gestione deve essere ancora perfezionata.

Dominare il fattore Pirelli non è facile, spiega Hamashima che racconta:

Dobbiamo ancora studiare tanto per imparare il comportamento esatto di queste mescole. In base alla mia esperienza posso dire che le Bridgestone avevano una finestra d’uso più uniforme mentre le Pirelli hanno più di un picco di prestazione.

Quasi tutto il lavoro dei tecnici, quindi, poi passa nelle mani dei piloti:

Anche il pilota deve fare uno sforzo per usare al meglio gli pneumatici. E in questo Alonso è bravissimo, anzi non è un caso se è in testa al mondiale. Prendiamo ad esempio la gara di Valencia; la sua gestione delle gomme è stata esemplare.