In occasione della Milano Design Week 2015, abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con Guillaume Couzy, direttore comunicazione e marketing di Peugeot. Con il 44enne manager francese abbiamo parlato soprattutto di digital, dell’avanzata del brand nei mercati emergenti e del futuro della mobilità. Temi diversi con un unico denominatore comune: la strategia “Think globally, act locally”.

Cosa ha pensato quando ha visto il video della Peugeot 208 T16 sull’Etna? Se da singola iniziativa di Peugeot Italia, è stato trasformato in un progetto internazionale doveva davvero valerne la pena…

Questo video è bellissimo. Mi è piaciuto da morire. La prima volta che l’ho visto ho capito che era stata un’eccellente iniziativa del marketing e della comunicazione di Peugeot Italia e andava sfruttata l’occasione. Tra l’altro la qualità del video è ottima e rappresenta perfettamente lo spirito di Peugeot. E’ un filmato davvero sensazionale e pieno di emozione che ha raccolto un grande successo non solo in Italia ma anche in altri mercati dove l’abbiamo mostrato: finora ha avuto tre milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. Il marchio Peugeot è piuttosto dinamico e sportivo in tutte le iniziative digitali e sui social network, come dimostra il successo nel video sulla 208 GTi. Sono numeri impressionanti, si parla di più di 23 milioni di visite, è stato un grande successo a livello internazionale.

Un successo a cui contribuisce Peugeot Italia, premiata nel 2014 da Blogmeter per il miglior engagement su Twitter nel settore automotive (oltre 5.200 interazioni ricevute), nonostante la casa francese non fosse la prima per numero di followers (circa 9.000 e ora più che triplicati).

Qual è il segreto di Peugeot per un’efficace attività digitale?

Credo che il mercato di Peugeot in Italia sia piuttosto forte e che tutte le iniziative prese dal reparto comunicazione e marketing italiano in campo digital siano molto buone. Nelle iniziative digital è molto importante trovare il giusto equilibrio tra avere molti fan e avere molte persone che amano il tuo brand e lo seguono su Facebook o Twitter. Perciò credo che sia qualcosa che si percepisce quando si diventa più maturi sui social network: non condividere troppi argomenti ma solo alcune tematiche rilevanti. Per esempio abbiamo avuto eccellenti tassi di engagement con la Dakar. Questo tipo di temi o tutto ciò che è legato allo sport sono materiali molto interessanti in termini di interazioni ricevute. Credo che questa possa essere una spiegazione.

Come si fa a comunicare il patrimonio di Peugeot nei nuovi mercati come ad esempio quello dominante della Cina? Ci sono analogie con nazioni come Brasile e Messico dove lei ha lavorato?

Siamo sul mercato cinese da circa 10 anni perciò siamo un marchio nuovo di zecca per la popolazione ma quello cinese è già il nostro primo mercato dal 2014. Abbiamo avuto un grande successo grazie alla nostra storia e al nostro patrimonio, due valori che per loro sono chiave e che abbiamo sempre sottolineato nel materiale di comunicazione e nel punto di vendita. Questo punto è stato il chiaro posizionamento del marchio: abbiamo una linea di comunicazione globale molto chiara e semplice che diffondiamo in tutto il mondo a cui si affianca una comunicazione adattata al mercato locale con una specifica creatività diversa. Quello che ho imparato in Sudamerica, Brasile e Messico, e quello che continuo a imparare è che, come accade più o meno nel caso della Cina, se vuoi avere un brand forte devi avere un’idea chiara e internazionale in termini di posizionamento globale ma allo stesso tempo essere abbastanza flessibile dal punto di vista dell’esecuzione creativa in modo da riuscire ad adattarti al mercato, affrontare le differenze culturali e parlare chiaramente ai clienti locali. Si tratta di un equilibrio molto interessante tra la visione globale, la strategia internazionale e la capacità di mettere in atto progetti locali.

Il futuro dell’auto è strettamente legato al concetto di mobilità: Peugeot è tra le poche case a essere nel mercato a due e tre ruote a motore e nelle e-bike. Oltre a noleggio e complementarità dei mezzi, a cosa state lavorando per il futuro?

Il futuro della mobilità è una sfida ed è molto interessante. Per prima cosa dobbiamo inventare un nuovo modello per le città occidentali: è assolutamente essenziale farlo, e in città come a Milano o a Parigi e abbiamo già una soluzione per questo che si chiama MU by Peugeot che permette al cliente di decidere se vuole muoversi sulle quattro ruote, sulle tre ruote, sulle due ruote o in bicicletta. In base alle sue esigenze può noleggiare per un breve periodo un veicolo Peugeot. Ma ciò che è allo stesso tempo importante è che dobbiamo anche essere consapevoli che l’automobile è vista ancora come un sogno, un simbolo di libertà in molti paesi emergenti, perciò è molto importante continuare a presentare un prodotto che incarni questo simbolo.

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