Quando si sente parlare delle targhe alterne che a Roma sono state utilizzate per ridurre l’inquinamento in questi due giorni, si vuole conoscere la realtà sulle capacità d’inquinamento delle vetture.Innanzitutto facciamo un po’ di pulizia lessicale distinguendo tutto quel che riguarda il territorio e quel che riguarda le macchine. In città si distinguono delle aree: la fascia blu, per esempio o la fascia verde. Nel caso di Roma la fascia verde coincide con il centro storico ed alcuni spicchi della città.

Non si va certamente fino al raccordo. Per la Capitale, a dirla tutta, le zone sono 4 distinte e localizzate. Ora, in questa zona verde non dovrebbe poter passare nessuno, o comunque solo le macchine meno inquinanti.

Quali sono? Le Euro 5, quelle alimentate a Gpl o a metano, oppure le vetture con alimentazione ibrida e le vetture elettriche. Questi tipi di mezzi di trasporto, infatti, dovrebbero generare un volume di anidride carbonica inferiore o comunque tollerabile.

L’alternativa migliore resta sempre l’uso dei mezzi pubblici o il coprire molti brevi tragitti a piedi. Da ricordare però che molte categorie di lavoratori sono esentate dal rispetto delle targhe alterne, per esempio i medici o quei turnisti la cui fine del turno coincide con un momento in cui scarseggiano i mezzi pubblici per tornare alla propria abitazione.