La guida senza patente non sarà più reato ma soltanto un illecito amministrativo anche se le multe si annunciano salatissime. E’ questo l’ultimo quadro che emerge dallo schema del governo sulle depenalizzazioni che l’esecutivo sta rivedendo in vista del Consiglio dei ministri di venerdì 15 gennaio. Nella delega concessa dal Parlamento al governo, in scadenza il 17 gennaio, non c’è solo l’immigrazione clandestina ma anche la guida senza patente con la modifica dell’articolo 116 del Codice della Strada.

Dalle pagine del Corriere della Sera emerge il contenuto del decreto legislativo del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Secondo il quotidiano di Via Solferino la previsione è di trasformare il reato in sanzione amministrativa solo per i casi in cui non ci sia recidiva. Chi sarà scoperto a guidare senza patente per la prima volta eviterà sì il processo penale che sovente finisce con la prescrizione ma, in compenso, sarà tenuto a pagare una sanzione salatissima che va dai 5 mila ai 30 mila euro. L’illecito amministrativo di guida senza patente, in caso di recidiva nell’arco del biennio, prevede l’arresto fino a un anno e il calcolo della recidiva. Attualmente l’articolo 116 (XV comma) del Codice della Strada prevede la sanzione penale dell’ammenda (da 2.257 a 9.032 euro) per chi guida senza aver patente e per chi circola con la patente scaduta.

Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia della Camera, è convinta che la sanzione salatissima sarà più efficace dell’ammenda ma secondo il Corriere la coincidenza con l’approvazione del reato autonomo di omicidio stradale potrebbe scatenare i centristi del Ncd che hanno già guidato il fronte del no in merito alle depenalizzazioni sull’uso di cannabis e del reato di immigrazione. La relatrice Alessia Morani (Pd) sottolinea comunque che la guida senza patente in caso di incidente mortale sarebbe da considerare una aggravante dell’omicidio stradale.

Se e quando entrerà in vigore il decreto legislativo, dovrebbe dunque scattare la sola sanzione pecuniaria. Oltre alla polemica politica, molti cittadini e associazioni sono da tempo sul piede di guerra.