Il governo americano di Barack Obama ha stilato un regolamento diviso in 15 punti che dovrà essere rispettato dalle case automobilistiche che vorranno realizzare le auto a guida autonoma o le cosiddette driveless. Un documento di  116 pagine scritto dal Governo Obama e dal Dipartimento dei Trasporti in collaborazione con la Nhtsa (l’agenzia per la sicurezza stradale). La sicurezza è sicuramente uno dei punti focali della regolamentazione di questa nuova tecnologia e il governo del Stati Uniti si è premurato di mettere nero su bianco questi punti.

La prossima rivoluzione arriva nel mondo delle automobili, da sempre un panorama molto interessante e altamente comandato dalle nuove innovazioni tecnologiche che piano piano si sono affacciate sul mercato internazionale. Il governo vuole cercare, attraverso l’automatizzazione dei veicoli, di ridurre la mortalità sulle strade americane, ed è per questo che è stato creato questo documento di regolamentazione dell’auto senza pilota.

Nhtsa riceverà tute le informaizoni più importanti da parte delle case automobilistiche in modo da controllare e getire ogni nuova vettura automatizzata. L’obiettivo è il controllo totale delle vetture “driveless”. Inoltre, saranno cinque i livelli di “robotizzazione” delle vetture: dal livello 0, ossia la guida non ancora autonoma e quindi con conducente, alla guida di livello numero 5, ossia la guida completamente automatizzata dal software della vettura.

Obama intende ridurre gli incidenti attraverso questa nuova tecnologia ed è per questo che ha già stanziato 4 miliardi di dollari come fondo per questo progetto. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato il suo obiettivo al quotidiano Pittsburgh Post-Gazette:  ”La guida autonoma può salvare decine di migliaia di vite all’anno, oltre a cambiare le vite degli anziani e delle persone con disabilità”.

Ora la palla passa a tutte le aziende che si stanno cimentando in questo settore: da Audi, che qualche giorno fa ha lanciato una pubblicità per presentare la sua nuova auto a guida autonoma, passando per Uber, Google, Toyota, Mercedes e molte altre case automobilistiche.