Romain Grosjean è arrivato secondo nel Gran Premio canadese ma sembra sia stato tutto non voluto. Di certo c’è che il pilota della Lotus, partito in un’ottima posizione, ha saputo gestirsi fino alla fine della gara, approfittando degli errori altrui. 

L’ultima volta che Grosjean era finito sul podio era partito dalla settima posizione. Un piazzamento analogo nel sabato canadese gli aveva fatto credere in un altro podio e così è stato. In parte il suo successo è dovuto agli errori della Ferrari e della Red Bull. 

Strano tra l’altro che la strategia di Vettel non sia stata premiata con il podio perché Grosjean ha praticamente adottato un metodo di gara simile a quello di Vettel, forse più vicino alle scelte della Ferrari.

Un’unica sosta al giro 21, nemmeno un terzo della gara, poi un secondo stint molto lungo. In Cina e a Monaco, la stessa strategia aveva penalizzato Raikkonen. Si tratta di rischiare ma Grosjean che con le mescole Soft ha compiuto 49 giri, ha dimostrato che qualche volta il gioco vale la candela.

Sempre sotto il minuto e 18 secondi, fa sfilare la sua E20 dietro il campione di giornata. Poi sulla scelta delle gomme commenta:

Non sapevamo come si sarebbero comportate le Supersoft nel primo stint, soprattutto considerando che avevano fatto già due run in Q2 e Q3. Ma poi la macchina andava piuttosto bene e, quando abbiamo messo le Soft, non sapevo cosa stesse succedendo lì davanti. C’erano Nico Rosberg e Mark Webber, quindi combattevo con loro e spingevo molto, ma sapevo che dovevo fermarmi solo una volta, e quando finalmente ho visto Mark rientrare le mie gomme erano ancora abbastanza fresche.