Finalmente sono tornati in pista e si è parlato di assetti, di strategie e qualifiche dimenticando per qualche ora i test segreti dei pneumatici effettuati dalla Mercedes, passati in secondo piano.

In Canada si può tranquillamente dire che è iniziata la partita a scacchi tra Vettel e Alonso e sembra proprio che i due si giocheranno il titolo fino alla fine.
Sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal ha dominato la corsa il tedesco che, partito dalla pole, ha lasciato la compagnia fin dal primo giro facendo capire che lui e la Red Bull avevano qualcosa di più di tutti gli altri. Per il tedesco vittoria numero 28 in carriera e terza stagionale su una pista dove finora non aveva mai vinto. Anche la Red Bull completa una casella importante perché, incredibile, nel suo palmares mancava ancora la coppa del Canada; adesso la monoposto anglo-austriaca può dire di aver vinto su tutte le piste del mondiale.
Vettel ha preceduto Fernando Alonso, impressionante e determinato come al solito, che ha strappato il secondo posto a Lewis Hamilton in un duello bellissimo e appassionante, sempre corretto e senza nessuno sconto tra i due.
I festeggiamenti sul podio con tre campioni del mondo (foto by infophoto) è stato un bello spot per la F1.

Lo spagnolo si è difeso nella prima parte della gara cercando di evitare trappole nella lotta con piloti non impegnati nella lotta per il mondiale e per la vittoria e poi è stato capace di recuperare posizioni su tutti con sorpassi su Rosberg, Webber e Hamilton.
Peccato per il solito problema della qualifica, che sembra non trovare soluzione e che costringe Alonso a continue rimonte e inutili rischi al via; e se ti trovi davanti qualcuno che viaggia come un e razzo, vedi il Vettel di ieri, allora la vittoria diventa un miraggio.
Due gli scenari che si aprono adesso. Il primo è la fuga di Vettel con 36 punti di vantaggio, ed il secondo la conferma di un Alonso che non molla mai, ma che deve riuscire a non far scappare il rivale. Il campionato e ancora lungo, come si dice in questi casi, ma se la Ferrari non riesce a mettere le ruote davanti a questa Red Bull in qualifica e a imporre il suo ottimo ritmo di gara fin dalle partenze tutto diventa maledettamente complicato.

Un bel gran premio, in definitiva, quello del Canada, condotto a ritmi impressionanti dai primi con cinque piloti a pieni giri, con solo Webber quarto e Rosberg quinto che hanno evitato l’onta del doppiaggio; da tanto non succedeva. E’ andato a punti anche Massa che dopo tre incidenti in due GP ha recuperato dal 16° posto del via per prendere una ottava piazza dopo una serie di sorpassi molto determinati. Un po’ di morale per scacciare un periodo difficile, ci voleva. Chi invece esce offuscato da Montreal è Kimi Raikkonen solo nono al traguardo e mai in evidenza. Sembra quasi che quando deve lottare per un podio il finlandese sia quanto mai attento e combattivo cosa che non avviene quando le posizioni sono meno nobili. Comunque sono 24 volte di fila che va a punti e quindi sulla costanza di rendimento non si può proprio rimproverargli niente.

Da ricordare anche i piazzamenti di Jean-Eric Vergne capace di portare la Toro Rosso al sesto posto finale e il settimo di Paul Di Resta con la Force India, due comprimari che si stanno mettendo in luce.
Adesso si torna in Europa a correre su piste un po’ più impegnative per auto e gomme con la prossima tappa in Inghilterra a Silverstone, lasciando da parte per un po’ i circuiti cittadini. Si entra anche nella fase calda dove ogni 15 giorni si corre e dove gli errori costeranno molto.
Ci sarà da capire anche cosa succederà nella vicenda dei test segreti della Mercedes, con una brutta figura da parte di tutti, team, federazione e fornitore degli pneumatici. 1000 km di prove sono tanti e sono quanto mai utili per sviluppare una monoposto soprattutto quando ci sono vincoli ben precisi nel regolamento. Certo che se poi la Mercedes vince a Montecarlo e arriva terza in Canada si fa in fretta a pensare male. Vediamo come si risolverà la polemica al processo del 20 giugno davanti ai giudici sportivi, ma non vorremmo mai veder puniti i piloti per responsabilità che sono di altri. E si sa bene di chi.
Per lo meno dalla prossima stagione questa regola verrà cambiata e torneranno i test a campionato in corso.