Ad inizio settimana la Polk (azienda che si occupa di consulenze per l’automotive) ha pubblicato i risultati di un’inchiesta riguardante gli statunitensi e l’ibrido. Risultato: nel 2011 solo il 35% di chi aveva acquistato un’auto ibrida ha ripetuto l’acquisto, mentre il restante 65% ha scelto un’altro tipo di motorizzazione. Come fa notare Polk all’inizio dell’analisi, nonostante l’offerta di modelli ibridi sia più che raddoppiata dal 2007 ad oggi, la sua fetta di mercato è calata dal 2,8 al 2,4%.

Il perché di tale diaspora è presto detto: i prezzi. I modelli ibridi infatti sono ancora più cari rispetto ai corrispettivi con il solo motore a benzina. Inoltre il prezzo della verde è in aumento ed è passato dai 2 dollari al gallone del 2008 agli attuali 4 (3 euro per 3,7 litri).
Ed ecco che allora anche al di là dell’Atlantico sta avvenendo una rivoluzione e gli automobilisti si stanno avvicinando al Diesel. Il segmento delle auto a gasolio ha registrato una crescita del 19% dal 2008 a oggi, con le Case tedesche come Audi, BMW, Mercedes e Volkswagen che hanno iniziato a proporre sempre più modelli con motori Diesel. E anche il gruppo Fiat sta per introdurre motorizzazioni a gasolio sulla Jeep Grand Cherokee.

Una sorta di piccolo esodo quindi, ma che riguarda principalmente il tipo di motorizzazione e non il marchio. Stando allo studio di Polk infatti i possessori di auto ibride, pur cambiando tipo di propulsione, rimangono fedeli alla Casa costruttrice. Ad esempio nel 2011 tra tutti i possessori di una Toyota ibrida ben il 60% ha comprato un’altra Toyota, mentre il 41% ha acquistato un’altra auto ibrida, ma di un’altra Casa. Nel caso di Honda invece più del 52% è rimasto fedele alla Casa di Tokyo, mentre appena il 20% ha continuato a scegliere un’ibrida, ma di un’altra marca.

“Avere modelli ibridi nella propria gamma può certamente dare competitività al marchio” ha commentato Brad Smith, dirigente di Polk “Il tasso di rivendita delle auto ibride è un indice del fatto che i consumatori stanno continuando a cercare valide alternative all’aumento del prezzo della benzina.”