Oggi la leggenda italiana delle due ruote spegne 71 candeline. Giacomo Agostini (foto by InfoPhoto) è considerato il più grande campione di motociclismo di tutti i tempi e il record dei suoi 15 titoli mondiali conquistati negli anni d’oro non sarà probabilmente mai battuto. Oltre alle corone conquistate in tre diverse classi, il palmares di Ago racconta di 123 Gran premi, 162 podi, e 18 vittorie nei campionati italiani. Dimenticavo, dieci Tourist Trophy.

Sono passati quasi 50 anni dalla sua prima vittoria nel 1966 a Monza con 150 mila tifosi in pista ma il suo nome rievoca sempre leggenda. Quest’anno Ago ha ricevuto il premio ‘Sport stile di vita‘ quale “Simbolo del motociclismo italiano nel mondo e leggenda dello sport. Una vita in carena che ha cambiato per sempre il mondo dei motori e segnato l’inizio di una nuova era”.  

Lo scorso anno, interpellato per i suoi 70 anni, raccontava all’Ansa la fortuna di essere arrivato fin qui: “Sarei un vigliacco a lamentarmi. Gesù ha vegliato su di me, madre natura mi ha assistito. Ma sarei contento anche se avessi avuto meno. Nella vita bisogna pensare anche a chi è meno fortunato. Io ho fatto quello che volevo fare, fin da piccolo sognavo di correre in moto”. La nostalgia per i suoi tempi in confronto alla MotoGP di oggi è tanta: “Un pilota bravo resta bravo ma contano anche i soldi. Una volta noi eravamo tutta una famiglia”.

A luglio l’ex campionissimo metterà in bacheca un altro riconoscimento prestigioso: il Premio Internazionale Fair Play come Personaggio Mito. Un mito che ha ne ha sempre sostenuto un altro. Quel Valentino Rossi che all’inizio della sua seconda vita in Yamaha era visto in questo modo dal suo ‘collega’ bresciano: “Sono convinto che Valentino non sia finito, come dice qualcuno, ma penso anche che per lui sarà difficile vincere il prossimo campionato”. Sulla seconda parlano i numeri, sulla prima aspettiamo la smentita nei prossimi Gran Premi.