Fusione FCA PSA – Il Gruppo PSA è pronto ad aprire discussioni con FCA, con cui collabora con successo nel settore dei veicoli commerciali, per possibili cooperazioni ed anche per ipotesi di consolidamento: “Siamo pragmaticamente aperti su questi argomenti – ha detto Carlos Tavares, CEO del Gruppo a margine della presentazione a Parigi dei nuovi furgoni Peugeot Partner e Citroën Jumpy -. Ma al momento non ci sono discussioni in corso con Marchionne”.

Tavares illustrerà la prossima settimana il piano strategico ‘Push to Pass’ 2016-2021 ribadendo come progetti di questo tipo “debbano generare le massime sinergie e che la condizione per un consolidamento tra grandi aziende è che questo abbia senso per entrambi gli azionisti”. Secondo il CEO di PSA il Gruppo ha ritrovato la profittabilità e ora si trova “nelle giuste condizioni per ipotesi di cooperazioni”.

Interpellato sull’argomento nel corso di un evento a Chicago dell’Agenzia Ice, Sergio Marchionne ha bocciato l’ipotesi di una possibile alleanza con PSA giudicando “troppo bassi i possibili vantaggi derivanti da questa associazione che finirebbe per limitare le mosse di FCA, chiudendola in un angolo e rafforzandone la posizione in Europa, senza risolvere il problema fondamentale dell’industria”. A suo parere, invece, FCA è un partner “ideale per alcuni” (evidentemente altri, rispetto a PSA) perché è in grado di “coprire in modo intelligente tre parti del globo: Nord America, Europa e America Latina”, pur soffrendo ancora di una certa debolezza in Cina.

Lo scorso anno l’agenzia Bloomberg riportava l’interesse di Marchionne ad un’alternativa a GM, con PSA principale indiziato. Una partnership sostenuta soprattutto dagli analisti: lo scorso anno Manish Menon, analista di Frost & Sullivan per il settore auto e trasporti, parlava di FCA e della partnership con PSA come la scelta più logica che si prospetta per il futuro: “PSA porterà i volumi di cui FCA ha bisogno in Europa, mentre FCA potrebbe aiutare PSA a diventare una casa automobilistica globale, aiutando il gruppo francese attraverso i suoi stabilimenti di produzione e la sua rete di concessionari in tutto il mondo, una situazione di guadagno per entrambi”.

Una tesi ribadita nelle ultime settimane da Intermonte, la principale investment bank indipendente sul mercato italiano, secondo cui i due gruppi hanno molto da guadagnare mettendosi insieme: nell’analisi riportata da Car Blogger, FCA e PSA sono fra i più piccoli in Europa (1,2 e 1,7 milioni di veicoli venduti nel 2015, quota del 9 e del 13%) mentre un’unione permetterebbe di dividere le spese crescenti visti obiettivi sulla riduzione di emissioni e la complessità crescente del prodotto auto. In Europa ci sarebbe un unico gruppo che diventerebbe un player importante, a scapito di qualche fabbrica e di molti lavoratori. Inoltre FCA è leader in America Latina dove PSA è debole (14% vs 3,7% di quota di mercato) mentre FCA è forte in Nordamerica dove PSA è assente e il gruppo PSA mostra ottimi risultati in Cina dove FCA fatica.

La dichiarazione di Tavares è bastato per far volare le Borse: a Piazza Affari dove il titolo FCA ha guadagnato il 5,85% portandosi a 7,24 euro mentre PSA ha fatto segnare +1,22% a Parigi. Non è la prima volta che si parla di un accordo tra FCA e PSA che andrebbero ad allargare le condivisioni di piattaforme oltre a quelle già in atto per i veicoli commerciali e derivati, prodotti nelle joint-venture Sevel, con stabilimenti ad Atessa, Valenciennes e Tofas.

Rispetto alle dichiarazioni del CEO di PSA rilasciate al Salone di Ginevra, c’è la novità di fare il nome di Marchionne che può essere interpretato come una precisazione al presidente John Elkann, ovvero il non dialogo con Marchionne può aprire a trattare direttamente con la proprietà, la famiglia Agnelli. Se la fusione FCA PSA andasse in porto, il gruppo diventerebbe il quarto mondiale in ordine di importanza.