Se ne parla da almeno trent’anni e praticamente ad ogni nuovo Governo l’argomento ritorna d’attualità…

Iniziavo così un post pubblicato ad aprile (leggilo qui) dove commentavo la notizia sulla prossima soppressione e fusione del PRA e della Motorizzazione. Come ben sapete si tratta di un’anomalia tutta italiana dove, per acquistare un’automobile, è necessario passare attraverso due enti che in pratica fanno la stessa cosa. Ognuna infatti gestisce un proprio archivio e rilascia un proprio documento necessario per circolare: l’immatricolazione e i dati tecnici alla Motorizzazione e il Certificato di Proprietà attraverso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico) gestito dall’ACI. Ma non è finita, perché le due strutture fanno capo a due diversi Ministeri, Trasporti per la Motorizzazione e Turismo per ACI/PRA.

L’idea era semplice e quanto mai geniale, accorpare le funzioni dei due Enti e scrivere tutto quello che serve per circolare con la propri auto – dati del veicolo e del proprietario – su un unico documento. Non è andata così e le ottimistiche dichiarazioni del Premier Matteo Renzi si sono infrante contro un vero muro di gomma dove il lavoro sottotraccia delle varie lobby, che devono difendere le loro posizioni di rendita, ha portato all’affossamento del provvedimento rimandando il tutto in più ampio progetto di riforma della Pubblica Amministrazione. Altro che modifica del Senato, qui ci sarà da aspettare templi biblici per vedere qualche cambiamento.

Basta leggere alcune frasi contenute nel decreto di Riforma della P.A. approvato dal consiglio dei ministri il 13 giugno che recitano: “per contenere i costi connessi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e realizzare significativi risparmi per l’utenza” … Si prevede “l’introduzione di un unico documento contenente i dati di proprietà e di circolazione dei veicoli”. Per poi proseguire, precisando, che i risparmi si otterranno dal “collegamento e l’interoperabilità dei dati detenuti dalle diverse strutture, riorganizzando, mediante eventuale accorpamento le funzioni del PRA e della Motorizzazione Civile”. Come e quando non viene in alcun modo specificato e la semplice operazione da certa diventa “eventuale”…

Ma non è finita perché nell’opera di spending review avviata ci si è improvvisamente accorti che i risparmi a favore degli automobilisti stimati in circa 60 milioni di euro avrebbero causato all’Erario meno entrate per 160 milioni di euro, dovuti principalmente all’eliminazione di una serie di bolli, pagati due volte per lo stesso documento. Quindi meglio soprassedere e cambiare argomento.

Tutto questo perché è ben chiaro che le due strutture non hanno nessuna intenzione di accorparsi e al di la di qualche dichiarazione non è mai stato avviato nessun progetto concreto. C’è poi da considerare l’aspetto occupazionale perché l’Aci ha 2.500 dipendenti e 106 uffici provinciali mentre la Motorizzazione conta su 88 uffici provinciali ed una direzione generale di un dipartimento del Ministero dei Trasporti.

E allora tanto vale applicare la regola aurea del rinvio, rimandando al contempo i possibili risparmi in tempo e soldi per gli automobilisti. Certo che in un momento di Spending Review e di richiesta di sacrifici a tutto il paese è davvero inaccettabile vedere che c’è ancora chi antepone i propri consolidati interessi e privilegi all’interesse generale e constatare che le forze politiche di ogni tempo e colore sono sempre pronte a sostenere le ragioni di chi, per essere chiari, rappresenta un serbatoio di voti.

Mi sa che dell’accorpamento tra PRA e Motorizzazione ne parleremo ancora ad ogni nuovo Governo.

(Foto by InfoPhoto)