Il vantaggio maggiore consentito dall’Abs è la possibilità di continuare a sterzare, poiché le ruote non si bloccano. L’azione giusta da compiere è quindi mantenere una decisa pressione sul freno mentre si sterza per evitare l’ostacolo. L’altro grande vantaggio del sistema è la riduzione degli spazi di frenata. Secondo una complessa relazione fisica, la massima forza che una gomma può esercitare sul suolo dipende dal suo scorrimento. Se la ruota si blocca, essa viene costretta a dissipare l’energia del veicolo durante la frenata tramite calore, cosa che normalmente spetta ai dischi dei freni; di conseguenza perde capacità di scorrimento, e quindi aumenta lo spazio necessario a fermare la vettura (foto by InfoPhoto).

Nelle vetture più moderne l’Abs integra la propria azione con il ripartitore elettronico della frenata (Ebd): la forza frenante viene ripartita tra i due assi, compensando il trasferimento di carico sull’avantreno che si verifica frenando, a causa delle leggi fisiche. Oggi la sicurezza complessiva della vettura è notevolmente migliorata grazie all’integrazione dei sistemi di antipattinamento (Asr), controllo elettronico della stabilità (Esp) e frenata autonoma d’emergenza (Aeb), quest’ultima solo per frenate a basse velocità.

Ovviamente si deve sempre rispettare la fisica. L’energia potenziale accumulata dal veicolo durante la marcia si trasformerà in un’analoga quantità di energia cinetica da dissipare durante la frenata. In altre parole, più si è veloci, maggiore sarà la forza necessaria a fermare l’auto. Ne consegue che, se lo spazio di arresto necessario per la nostra velocità è superiore a quello disponibile, andremo a sbattere. Anche con l’Abs.

Nel filmato qui sotto, il pilota e istruttore Matteo Malucelli spiega come frenare correttamente con l’Abs.

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