Quanti almeno una volta nella vita hanno avuto in casa il calendario di Frate Indovino sanno che si tratta di uno dei calendari più diffusi in Italia, cui molte persone fanno affidamento per l’orientamento nella quotidianità.Non tanto per sapere cosa fare in un certo giorno o in un altro. Frate Indovino è consultato per avere delle indicazioni sulle tendenze in atto, per sapere come orientarsi anche dal punto di vista “filosofico” nella quotidianità.

Ecco allora che il suo riproporre una poesia di Trilussa, “L’automobile e er somaro“, fa discutere il mondo dell’automobilismo che subisce così un attacco trasversarle, indiretto ma molto ficcante.

Il tema di tutto il calendario è l’elogio degli asinelli il che vuol dire che in secondo piano c’è proprio quel mondo automobilistico che non può difendersi, o comunque non in modo ufficiale.

Non esistono infatti delle associazioni di categoria rappresentate a livello politico e non esistono nemmeno delle case automobilistiche che rappresentino delle posizioni decise.

Un caso emblematico che dà l’idea di quanto stiamo riportando è quel che sta succedento ai tassisti. Il sindacato di categoria si muove per combattere contro le liberalizzazioni ma il mondo dell’auto che è pure toccato da queste modifiche, non ha ancora fatto sentire la sua voce.