La seconda giornata di test a Barcellona ha riportato una ventata d’ottimismo in Casa McLaren, ma soprattutto ha rinfrancato Fernando Alonso, che è passato nel team di Woking per riscattarsi dalle ultime stagioni in rosso, e necessita di avere una monoposto competitiva per ritornare in forma mondiale.

Purtroppo la nuova vettura inglese, spinta dalla power unit della Honda, ha accusato i tipici problemi di gioventù e sia il campione asturiano che il suo compagno di squadra Jenson Button, hanno potuto guidarla solamente per pochi giri durante i test che si sono svolti fino ad ora.

Ieri invece, è arrivata la svolta, Alonso ha percorso ben 59 giri ed è anche riuscito a far segnare un rilevamento cronometrico interessante girando in 1’25”961. Certo, non è ancora abbastanza per impensierire la Mercedes, ma può essere considerato un primo passo incoraggiante.

“L’anno scorso in qualifica avevo girato in 1’27”1, ha spiegato il pilota d’Oviedo, oggi ho fatto 1’25”9: se avessi girato da solo avrei pensato di essere stato velocissimo, ma purtroppo ci sono anche gli altri che vivono una situazione completamente diversa dalla nostra, perché hanno avuto 20 GP d’esperienza per lottare con i problemi che stiamo affrontando con una power unit completamente nuova”.

Parole che da un lato fanno emergere un certo ottimismo, e dall’altro fotografano una realtà in salita. “E’ stata la nostra giornata migliore, siamo riusciti a fare quasi 60 giri senza grossi problemi e questo è importante perché siamo arrivati a metà delle giornate a disposizione prima dell’Australia, quindi è il momento di iniziare a tirare fuori il potenziale della vettura oltre che di pensare a risolvere i vari problemi di gioventù che si presentano”.

Comunque, l’esperienza della Red Bull, cenerentola dei test lo scorso anno e poi subito protagonista alla prima gara può essere un precedente incoraggiante per Alonso e la squadra di Woking. “E’ difficile da dire. Sicuramente sarebbe più facile se andassimo a Melbourne a giugno, ma il mondiale comincia a marzo, quindi i tempi sono stretti. Dobbiamo cercare di sfruttare al massimo le sei giornate che rimangono, che per noi riservano sempre qualcosa di nuovo, perché di sessione in sessione arrivano delle componenti inedite che servono per risolvere i problemi che scopriamo strada facendo, ma anche per migliorare la MP4-30”.

Nonostante le difficoltà attuali, il pilota asturiano è convinto di far parte di un progetto vincente. “Non so ancora dire quando, ma sono convinto che vinceremo. La scorsa settimana sono stato in Giappone ed ho avuto modo di toccare con mano il grande lavoro che stanno facendo alla Honda e anche la loro motivazione. E lo stesso discorso vale anche per i ragazzi della McLaren. Credo molto in questo progetto e gli ingredienti per fare bene ci sono tutti”.