La Formula 1 torna in pista tra 2 weekend, nella storia pista di Spa, in Belgio, famosa per le sue curve veloci che mettono alla prova auto e piloti. E la Ferrari ci arriva da protagonista, dopo aver vinto secondo gran premio stagionale con Sebastian Vettel in Ungheria.

Così, Toto Wolff dalle pagine di Motorsport.com fa sapere che ha un grande rispetto per la scuderia di Maranello, e che addirittura la teme, considerando le performance della Ferrari nel 2015, dove ha già maturato due vittorie.

“La Ferrari è una minaccia per noi – chiosa il team principal della Mercedes – il gran premio d’Ungheria? Ricevere certi schiaffi, ogni tanto, non guasta. Quello che è successo in Malesia, ovvero la prima vittoria di Sebastian Vettel, doveva essere un monito chiaro per noi”.

In effetti, la Ferrari aveva dato segnali di risveglio già dai test precampionato, e poi ha maturato anche la vittoria in Malesia, segno che a Maranello hanno lavorato sodo e che le prestazioni della vettura sono migliorate moltissimo rispetto al 2014.

Lo sa bene Wolff che aggiunge, “dopo Melbourne abbiamo pensato che la situazione fosse sotto controllo e siamo stati battuti. L’ultimo Ko in Ungheria ci è servito: abbiamo accelerato lo sviluppo della nostra auto, fissando obiettivi più aggressivi e aumentando le nostre aspettative in termini di qualità e velocità. Sappiamo che non possiamo sottovalutare la Ferrari. Non abbiamo ancora vinto niente: il mondiale è molto lungo. Il nostro team adesso è concentrato nel lavorare in modo efficiente, per migliorare sempre. Solo così possiamo mantenere i nostri standard. La Ferrari, ripeto, potrebbe essere ancora più forte dopo la pausa estiva”.

Insomma, la Mercedes ha accusato, e non poco, la vittoria in Ungheria della Ferrari, che poteva anche tramutarsi in una storica doppietta, se Raikkonen non avesse avuto problemi alla sua power unit. Certo, temere per il mondiale con una superiorità tecnica evidente e un distacco in classifica considerevole appare quasi esagerato, ma è chiaro che la Ferrari inizia a recuperare terreno in maniera considerevole e si preannuncia come una minaccia reale in chiave futura.