L’inno nazionale unito a quello tedesco, commozione sul podio e una marea rossa che invade Sepang: è questo in sintesi l’esito del gran premio della Malesia 2015 con Vettel che trionfa precedendo al traguardo le Mercedes di Hamilton e Rosberg.

Mancava da troppo tempo la vittoria in Casa Ferrari e, francamente, erano in pochi a scommettere nell’impresa della “rossa” a Sepang, ma tra il caldo infernale e le velocissime Mercedes alla fine l’ha spuntata lui, quel Sebastian Vettel che ha mostrato un carattere d’acciaio ed è rimasto concentrato fino all’ultimo giro, mentre gli altri, increduli, tentavano di capire cosa stesse succedendo.

Sia Lewis Hamilton che Nico Rosberg cercavano rassicurazioni dai box, ma la risposta del muretto è stata sempre la stessa: “dovete superarlo in pista”. Ecco appunto, superarlo, ma prima bisognava riuscire a prenderlo quel fulmine rosso dalla strategia perfetta che consuma meno le gomme e riesce a compiere meno soste ai box. Già perché il trionfo è arrivato grazie alla strategia ed a una monoposto indovinata che riesce a far rimanere i piloti in pista più degli avversari.

Così, le Mercedes, dal loro primo cambio gomme, hanno dovuto inseguire Vettel, senza riuscire mai a prenderlo, e alla fine si sono ritrovate ad inseguirsi tra loro per la seconda e la terza posizione conquistate con rammarico da Hamilton e Rosberg.

Forse oggi Hamilton non dirà più che la rinascita della Ferrari è un bene per tutti, perché adesso niente è impossibile e anche il discorso mondiale è in discussione, e magari Rosberg rifletterà amaramente sul suo sarcasmo, evitando in futuro, dichiarazioni spavalde come quelle di Melbourne in cui invitava Vettel alla riunione in casa Mercedes per il gran premio della Malesia.

Ecco, adesso che gli invincibili sono stati sconfitti, non è proibito sognare, soprattutto con un Vettel così concreto e con un Raikkonen che, nonostante la foratura al via, è ripartito dal fondo per arrivare quarto, e chissà cosa avrebbe potuto fare se ieri non avesse perso tempo dietro ad Ericsson in qualifica.

Agli altri le briciole: Bottas e Massa lottano e arrivano, rispettivamente, in quinta e sesta posizione, mentre le Toro Rosso, con Verstappen e Sainz Jr. conquistano il settimo ed ottavo posto di giornata mettendosi dietro le Red Bull di Kvyat e Ricciardo, che hanno dovuto subire persino l’onta del doppiaggio da parte di Vettel.

Insomma, un tedesco su una “rossa” che arriva primo sotto la bandiera a scacchi e festeggia sul podio: non accadeva dal 2006, e ad oggi non è proibito sognare.