Difficile spiegare il periodo di Vettel in questo inizio di mondiale di Formula 1 2016, forse ha troppa pressione addosso, forse pensava di poter stare tranquillamente davanti alle Mercedes, fatto sta che è apparso nervoso, troppo sotto pressione ed anche in Cina non è stato impeccabile come in altri tempi.

Certo, tutti si aspettano l’impresa ad ogni gran premio da lui, ma per l’erede designato di Schumi non dovrebbe essere un problema gestire le tante attenzioni che gravitano su di lui. E invece, ecco che in Australia la caccia ad Hamilton non va a buon fine, in Barhain non ha colpe, ma comunque esce ancora prima di correre e non prende punti, il che lo porta a dovere inseguire in Cina, dove arriva secondo, ma rovina la gara di Raikkonen e per poco combina un disastro.

Non contento se la prende con Kvyat, dimenticando le sue manovre ai tempi di Webber alla Red Bull, ed incassa la risposta beffarda del giovane russo che guida la sua ex monoposto, con tanto di pacca sulle spalle, come a dire, “fattene una ragione”.

Persino Raikkonen sembra essere infastidito quando afferma, serafico che le scuse non cambiano l’esito della gara, e così, pur ottenendo un secondo posto importante per non perdere troppi punti in classifica, Vettel sembra frustrato, preoccupato e deluso di una situazione che fatica a gestire.

Il pilota che cantava in italiano ha lasciato il posto a quello cupo che vuole precisazioni come un qualunque automobilista al centro commerciale dopo una lite per il parcheggio, poi però, ricorda a tutti che è asso del volante quando infila ben due monoposto nell’ingresso della corsia box con una manovra a dir poco millimetrica.

Ecco, dalla prossima gara speriamo di vedere questo Vettel, pronto a regalarci grandi emozioni e grandi sorpassi, e non quello d’inizio e fine gara nervoso e polemico.