Chi l’avrebbe detto che Sebastian Vettel, oltre ad essere spietato tra i cordoli e professionalmente impeccabile, in realtà possiede un lato decisamente scanzonato per essere un tedesco? Eppure in molti l’hanno notato al termine delle qualifiche del gran premio di Singapore, quando Seb ha improvvisato una canzone via radio sulle note dell’”Italiano” di Toto Cutugno.

Lasciatemi guidare, perché non sono lento, lasciatemi guidare, una bella gara”. Ecco, con questa comunicazione ha salutato il muretto box dopo la pole position. Una canzone che, evidentemente, gli ha portato fortuna la domenica, vista la vittoria finale, un’improvvisazione che ci ha mostrato tutta la simpatia di un pilota spesso chiuso nel suo mondo per dare il massimo tra i cordoli.

Si tratta senz’altro di un siparietto interessante che, insieme a quello che ormai è diventato il suo marchio di fabbrica, quel “forza Ferrari” con cui comunica ogni volta che le cose vanno per il verso giusto, lo rende più vicino al pubblico italiano.

Certo, adesso non ci aspettiamo che canti l’inno d’Italia sul podio, ma è chiaro che la volontà d’integrarsi al meglio con la squadra passa anche attraverso la sua volontà di parlare in italiano, una lingua che ormai comprende abbastanza bene e che, in alcune occasioni, riesce a parlare con sufficiente disinvoltura.

Dopo tutto, il suo spirito sembra essere più italiano che teutonico, come dimostra il suo modo di festeggiare, decisamente più incline ai piloti latini, ma che ben si integra con il suo atteggiamento deciso e concentrato nei momenti che contano.

Ecco, questa combinazione di elementi rende Seb irresistibile con la tuta rossa, nonostante la sua militanza in Red Bull, negli anni in cui Alonso è andato vicinissimo al mondiale per ben 2 volte e lo ha perso proprio per via del talento di questo tedesco ormai divenuto un punto di riferimento per il team Ferrari.