La gara di Barcellona di Formula 1 è entrata nella storia dell’automobilismo per via della prima vittoria di Max Verstappen, il figlio d’arte predestinato che, alla prima occasione con una monoposto importante, centra subito il bersaglio grosso.

Nonostante tutti gli occhi del mondo fossero puntati su di lui, l’olandese volante di appena 18 anni è stato freddo, freddissimo, quasi glaciale, ed ha conquistato una vittoria che lo consacra come il più giovane pilota vincitore di una gara della massima formula.

“E’ stata una gara fantastica, non posso che ringraziare il team per avermi dato una grande macchina, vincere al debutto con quest’auto è incredibile. Ho battuto due Ferrari e due piloti bravissimi come Vettel e Räikkönen, è un’emozione indescrivibile“. Ha dichiarato al termine della gara, e non possiamo che essere d’accordo con lui.

Poi, per quanto riguarda l’analisi della corsa, Verstappen ha spiegato con grande lucidità: “la strategia è stata perfetta, sono partito bene e dopo si è trattato di gestire le gomme. Sapevo che non mi sarei più fermato per cui ho cercato di correre in funzione di tutto ciò. Kimi era più veloce nei primi due settori, mentre io nel terzo riuscivo a guadagnare spazio. Nel finale alcuni doppiati mi hanno consentito di usare il DRS, dunque ho guadagnato qualcosina in più. Non ho accusato pressioni o nervosismo, ero molto concentrato nell’evitare errori e prendere rischi inutili. I festeggiamenti li ho iniziati non appena ho tagliato il traguardo”.

Insomma, parole che la dicono lunga sul grado di maturità di un giovanissimo programmato per correre in Formula 1, cresciuto a pane e motori e finalmente approdato in una squadra competitiva che può esaltarne tutto il potenziale. Da adesso in poi, Verstappen sarà un osso duro per tutti, e aiuterà la Red Bull a tornare al vertice, proprio come ai tempi di Vettel.