La Formula 1 è tornata far parlare di se per le questioni tecniche; dunque, se lo spettacolo latita, la polemica avanza, è il destino di uno sport da troppo tempo incapace di coinvolgere gli spettatori come una volta e troppo tecnologico per essere compreso in pieno da molti.

Così, visto che l’argomento più in voga è quello delle power unit, si è tornati a parlare dei motori Mercedes, ancora un riferimento in pista, ma non più così potenti da annientare le motorizzazioni della Ferrari. Si spiegherebbe in questo modo la possibilità concessa ad Hamilton e Rosberg di poter incrementare le prestazioni per uno-due giri in qualifica.

Una prerogativa per il momento preclusa alle altre monoposto con il motore teutonico, vetture veloci come la Williams, a cui manca la possibilità di dare la zampata vincente. Per questo, secondo dei rumors, il team della Stella a Tre Punte starebbe pensando di fornire al team di Grove la possibilità di sfruttare in pieno le potenzialità della power unit in qualifica, in modo da mettere le monoposto inglesi davanti alle Ferrari in griglia di partenza.

Una situazione volta a rendere la vita più difficile alla Ferrari, ma che suona un po’ come un tentativo goffo di bloccare una rimonta furiosa, che dovrebbe essere completata al ritorno del circus in Europa, quando la SF15-T potrebbe beneficiare di evoluzioni determinanti.

Dunque, un altro segnale di nervosismo della Mercedes, d’altra parte, in Cina le monoposto teutoniche sono state favorite dalle temperature più miti, ma presto potrebbero ripresentarsi i problemi di degrado degli pneumatici visti a Sepang.

Inoltre, considerando le problematiche legate all’affidabilità del 2014, non sarebbe consigliabile per le frecce d’argento accelerare troppo lo sviluppo della power unit, così la minaccia neanche troppo velata, da parte di Wolff, di impartire ordini di scuderia tra i piloti, e la ricerca di una complicità con i team che gravitano nell’orbita Mercedes, rappresentano l’ultimo baluardo eretto dalle frecce d’argento per proteggere una fortezza che non sembra più inespugnabile.