Chi l’ha detto che la formula 1 è uno sport per soli uomini? In passato ci sono state donne come Giovanna Amati che hanno corso nella massima formula, sfidando i cavalieri del rischio sulle piste di tutto il mondo, mentre adesso sono ben 2 le rappresentanti del gentil sesso nel circus iridato.

Oltre a Susie Wolff, che occasionalmente si è messa al volante della Williams, adesso un’altra ragazza ha indossato casco, tuta e tutto l’equipaggiamento d’ordinanza per diventare development driver della Lotus. Si tratta di Carmen Jordà, che prima dovrà sottoporsi ad un’adeguata preparazione fisica e lavorare sodo al simulatore e poi, verso fine anno, sarà pronta a mostrare al mondo le sue doti di guida al volante della E23 Hybrid.

“Entrare a far parte del Lotus F1 Team è davvero un sogno che si realizza. Corro da quando ho 10 anni, quindi guidare una monoposto di formula 1 è sempre stato il mio sogno. Entrare in questa squadra è un grande passo avanti verso il mio obiettivo”.

Ha spiegato l’avvenente pilota ingaggiata dal team inglese, che ha poi continuato a parlare della sua nuova, eccitante, esperienza. “Lavorerò per migliorarmi come pilota, ma voglio anche aiutare la squadra a sviluppare la monoposto provando i nuovi sviluppi al simulatore. E’ una fantastica opportunità. So che questo è solo l’inizio di una grande sfida, ma essere parte di una squadra con questa tradizione è un grande onore”.

A proposito, chissà cosa ne penserebbe il fondatore della Lotus, il mitico Colin Chapman? Chiaramente non lo sapremo mai, ma è bello pensare che uno spirito innovativo come il suo non si sarebbe tirato indietro sulla questione donne in F1, anzi magari avrebbe potuto utilizzare il minor peso dei piloti in rosa per spostare delle masse sulla monoposto in modo da renderla ancora più equilibrata.

Chiaramente, sono solo supposizioni, ma la formula 1 è anche passione e per molti appassionati un autentico sogno ad occhi aperti.