Inizia il mondiale di Formula 1 ed ecco che si ripropone un duello che nel 2015 ha fatto discutere, quello tra Verstappen, stella indiscussa della nuova generazione di piloti, e Sainz Jr., altro figlio d’arte concreto e veloce. I due sono finiti all’attenzione dei media lo scorso anno per gli incontri ravvicinati in pista e per le comunicazioni radio che hanno visto Verstappen non volere cedere la posizione al compagno di squadra.

Così, in Australia, ecco che il giovane Max, dietro a Sainz Jr., in procinto di superare Palmer con la Renault, comunicava al team, via radio, di volere la posizione dello scomodo rivale di box, dimenticando totalmente, il no, perentorio, pronunciato da lui lo scorso anno in una situazione ancora più scontata.

Insomma, ecco che i due ritornano sulla bocca di tutti, anche perché Verstappen ha poi toccato Sainz Jr. nel tentativo di superarlo e, per poco, non combinava un vero e proprio disastro. Fortunatamente, per lui, i due sono arrivati al traguardo ed hanno chiuso a punti, in nona e decima posizione.

Un risultato che sta stretto all’olandese, che avrebbe voluto passare per guadagnare altre posizioni, e per questo, rimprovera il team a fine gara, per aver perso tempo in un pit-stop del quale però non aveva avvertito.

Un comportamento discutibile, sin troppo anarchico, anche per un campione futuro già veloce consistente e in grado di tener testa persino ad Hamilton ad inizio gara, ma comunque, poco rispettoso della squadra. Anche se poi anche Vettel, ai tempi della Red Bull, non fu certo tenero con Webber, quando poteva lasciargli la posizione.

Forse è nel DNA dei grandi campioni essere egoisti, in pista, un po’ come i grandi attaccanti nel calcio che non passano la palla davanti alla porta; comunque, Sainz Jr. ha dimostrato un carattere più maturo, affermando, a fine gara, che il contatto con Verstappen rappresenta un evento che può capitare, e che non ha nulla da rimproverare al compagno di squadra.

Dunque, uno a zero per Sainz Jr. in Casa Toro Rosso, per una partita nella partita di questa pazza Formula 1.