Continua il dominio della Mercedes nella Formula 1 ibrida, quella delle power unit, che dalle parti di Brakley riescono a sfruttare come nessun altro. Anche in Russia non c’è stata storia, non c’è stata partita, visto che le frecce d’argento tornano a casa con una bella doppietta che vale più di mille parole.

Rosberg è partito in pole position ed ha allungato tranquillamente, mentre dietro di lui Kvyat, frustrato dalle voci di un annuncio imminente del binomio Ricciardo-Verstappen per il 2017, continua a prendere di mira con il muso della sua Red Bull un incolpevole Vettel, che non fa in tempo nemmeno a partire e subito viene centrato dal russo.

Furibondo, tanto da esclamare parole poco comprensibili in tedesco nel team radio, prima di lasciare spazio al canonico inglese, il tedesco della Ferrari abbandona la compagnia e saluta il campionato, che ormai è una questione tra le due Mercedes. Altro che le fortunate espressioni in italiano dello scorso anno. Roba da non crederci, Vettel ancora non riesce a sfruttare la sua Ferrari per tutta la gara senza inconvenienti.

Così, Hamilton risale presto la china, dopo che la virtual safety car ha consentito di pulire la pista dai detriti. Prima supera Bottas, poi, più avanti, non ha problemi a sverniciare Raikkonen, alle prese con una gara razionale, ma Rosberg è ormai troppo lontano, e quando prova ad abbassare i tempi per tentare di confondergli le idee, ecco che il figlio d’arte risponde a tono, indirizzando il campione del mondo verso un più realistico secondo posto.

Alla fine, il podio ha visto i due della Mercedes anticipare Raikkonen sul gradino più basso, con Bottas e Massa, rispettivamente, in quarta e quinta posizione, al posto di una Red Bull in difficoltà che gravita all’undicesimo posto con Ricciardo ed al quindicesimo con Kvyat.

Ottimo il sesto posto di Alonso, il miglior piazzamento da quando è in McLaren-Honda, davanti a Magnussen ed a Grosjean. Chiudono la top ten Perez e Button.