La Formula 1 piange Jules Bianchi, un pilota destinato ad un grande futuro e scomparso, prematuramente, a soli 25 anni, dopo nove mesi di coma, in seguito al tremendo impatto con una ruspa durante il gran premio del Giappone, andato in scena il 5 ottobre del 2014.

Purtroppo, da allora, il pilota transalpino non si è più svegliato, ed oggi sono stati in molti a porgergli l’ultimo saluto. Non è mancata una nutrita rappresentanza dei suoi colleghi che, come lui, affrontano il rischio gran premio dopo gran premio.

Un gesto di rispetto è stato compiuto dalla FIA, la federazione internazionale dell’automobilismo, che ha deciso di ritirare il numero 17 dalla Formula 1. Quindi non ci sarà più una vettura che avrà quella cifra impressa sul muso e su altri tratti della carrozzeria, l’ultima fu quella di Jules.

Di seguito le parole del comunicato. “Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, ha annunciato che la vettura numero 17 sarà ritirata dal campionato del mondo di FIA Formula 1 in onore di Jules Bianchi”.

“Ricordando che i numeri di gara sono divenuti personali, la FIA ha pensato di fare una cosa appropriata ritirando il numero 17 appartenuto a Jules Bianchi. Dunque questo non sarà mai più utilizzato nel Mondiale di Formula 1″.

Con queste parole, unite a quelle della famiglia e ai tanti messaggi che i piloti hanno lasciato sui social network, si conclude, nel modo peggiore, uno degli incidenti più controversi degli ultimi anni, una tragedia che poteva e doveva essere evitata, un episodio ancora adesso, a distanza di nove mesi, sconcertante.

La speranza è che quanto è accaduto possa essere evitato in futuro, con più accortezza nelle situazioni critiche, quelle in cui l’aderenza precaria rende pericoloso l’utilizzo delle monoposto anche a basse velocità, soprattutto con mezzi di soccorso in pista.