La convivenza tra Ricciardo e Vettel alla Red Bull non è certamente stata idilliaca, e così, nel gran premio di Formula 1 del Messico, i due sono venuti a contatto rispolverando antiche ruggini ed una mancata empatia che ancora riecheggia nel paddock.

“Io pensavo di essere all’interno. Non stavo neanche tentando di sorpassare, eravamo semplicemente tutti lì ammucchiati. Ho cercato di prendere il punto di corda e di evitare Sebastian. Se mi avesse dato un pochino più di spazio, sarebbe comunque arrivato davanti alla curva, ma non me l’ha lasciato“.

Ecco, con queste dichiarazioni, che definire poco morbide è un eufemismo, Ricciardo manifesta pubblicamente una certa insofferenza nei confronti del pilota ferrarista. Purtroppo per lui, quest’anno anche il giovane Kvyat non sembra essere un cliente facile, visto che anche in Messico ha tagliato il traguardo davanti all’australiano.

A tal proposito Ricciardo rilascia spiegazioni che ammettono la situazione attuale. “Lui è stato davanti di poco sia in qualifica che in gara. Non posso dire che va bene così, ma oggi posso solo prenderne atto. Se guardiamo a Rosberg ed Hamilton abbiamo la conferma che ogni tanto i valori si possono anche ribaltare, anche se io vorrei sempre stare davanti. Questo weekend però lui era un pochino più veloce”.

Quindi recrimina per una strategia sulle gomme che avrebbe potuto essere migliore. “Dopo la safety car la squadra mi ha montato di nuovo le soft, ma io credo che forse saremmo andati meglio con le medie. Magari si poteva pensare di variare le due strategie tra me e Kvyat per salire sul podio”. Insomma, un Ricciardo decisamente insoddisfatto, più lento del suo compagno di squadra, in disaccordo con il suo team ed alle prese con i fantasmi del passato, nello specifico Sebastian Vettel.

Decisamente un momento poco edificante per il pilota australiano, sempre sorridente, ma che si ritrova su una monoposto più lenta delle sue aspettative, con un compagno di squadra sempre più concreto e l’incognita motore per il prossimo anno.