Che la formula 1 fosse cambiata, e in male, se ne erano accorti in molti, ma adesso, iniziano i primi mugugni, qualcuno prova a togliersi qualche sassolino dalla scarpa e così, incalza la polemica, con tutti i veleni del caso.

Tra i team più avviliti e scontenti è la Red Bull, di colpo diventata una squadra da metà classifica, a fare la voce grossa, con Horner e Marko che non hanno usato mezzi termini per evidenziare una situazione, a loro avviso, troppo favorevole alla Mercedes.

Così, Horner, il team principal delle “lattine volanti” ha dichiarato: “Quando abbiamo vinto non ho mai fatto come fanno in Mercedes. I doppi diffuosori e i telai flessibili sono stati vietati, gli scarichi sono stati spostati, la mappatura del motore è stata cambiata a metà stagione e tutto è stato fatto per rallentarci, anche con la McLaren e la Williams è stato fatto lo stesso negli anni passati”.

Insomma, secondo Horner la Mercedes gode di una protezione che la Red Bull non ha mai avuto, e questa situazione spinge un personaggio del calibro di Marko, che nel team di Milton Keynes è decisamente influente ad affermare: “se saremo totalmente insoddisfatti potremmo pensare ad una via d’uscita dalla F1. Il pericolo è che il signor Matesichitz perda la sua passione per questo sport. Come ogni anno valuteremo la situazione in estate, controllando costi e ricavi e decideremo”.

Ecco, la minaccia c’è ed è reale: abbandonare il circus iridato! Una scelta che andrebbe a togliere ulteriore interesse ad una formula 1 in crisi di fascino e talmente chiusa al mondo reale da non essere compresa nemmeno dai suoi protagonisti.

Ma questa eventualità non sembra preoccupare minimamente Toto Wolff, a capo del team Mercedes, che è piuttosto seccato dalle accuse rivolte alla sua squadra. “La Fia ha un meccanismo di perequazione e possibilmente guarderà a quello che è successo a Melbourne. Se si tenta di vincere e competere al più alto livello è necessario che le cose siano uguali per tutti già dalla prima gara, non serve piangere dopo la prima gara”. Inoltre, Wolff ha consigliato alla Red Bull di recarsi a Gerusalemme, al famoso muro del pianto, decisamente infastidito per i vari attacchi a cui è stata sottoposta la Mercedes.